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Emdr

Emdr cosa si intende
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.

G. Garcia Marquez

L’EMDR, Eye Movement Desensitization and Reprocessing (Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari), è un trattamento psicoterapeutico che facilita l’elaborazione di esperienze traumatiche o altamente stressanti che possono essere percepite come fonte di disagio emotivo o psicologico per una persona. La sua applicazione può riguardare tutte le fasce di età, ed estendersi, oltre che a sedute individuali, ad interventi di coppia o di gruppo.

Durante una seduta Emdr, il terapeuta, con l’aiuto prezioso del paziente, cerca di conoscere, comprendere e ricostruire la sua storia, individuando gli eventi particolarmente difficili e stressanti che possono aver contribuito alla problematica attuale e alle difficoltà emotive ad essa collegate. Dopo una fase iniziale di preparazione, il paziente riporta l’evento considerato “disturbante” attraverso l’immagine peggiore, insieme alle credenze, pensieri ed emozioni legate a quell’evento. Tramite il movimento degli occhi, facilitato dalle dita del terapeuta da destra verso sinistra che mette in collegamento i due emisferi cerebrali, il paziente riattiva la capacità innata del nostro cervello di elaborazione, facendo emergere nuove immagini, sensazioni e pensieri in maniera del tutto spontanea verso il processo di autoguarigione di cui egli stesso è partecipante attivo, finché quel materiale prima “disturbante” non diventi emotivamente neutro.

Alla fine di una seduta, l’evento stressante cambia nei contenuti e nel modo in cui viene percepito: si registra una diminuzione delle emozioni sgradevoli e delle sensazioni corporee ad esso associate. No, non si tratta di magia! Identificare l’Emdr con semplici movimenti oculari indotti dalle dita di qualcuno sarebbe riduttivo oltreché svalutante e oggi numerose ricerche neuroscientifiche a livello nazionale e internazionale hanno dimostrato l’efficacia di questo approccio terapeutico per tutti i tipi di trauma, a partire dal disturbo post-traumatico da stress fino ad arrivare a quelli di entità più lieve, non solo eliminando gli effetti negativi e fortemente invalidanti per la persona, ma favorendone la crescita, la fiducia, l’autostima e la sensazione di benessere generalizzato.

L’Emdr incoraggia, infatti, la consapevolezza del paziente che il ricordo di quell’evento non potrà certo essere cancellato ma può essere liberato da tutti i pensieri, sensazioni ed emozioni intensamente negative che l’hanno bloccato fino a quel momento, rafforzando le risorse personali.

Grazie all’immediatezza di intervento e all’efficacia dei risultati, raggiungibili in tempi più rapidi rispetto ad una psicoterapia classica, nel 2013 l’Emdr ha ottenuto dall’O.M.S. il riconoscimento come trattamento psicoterapico privilegiato per la cura delle esperienze traumatiche o stressanti e di tutti i sintomi legati ad essi.

Cos'è il trauma?

A chi non è capitato di essere coinvolto in prima persona o anche semplicemente esposto alla possibilità di vivere un’esperienza stressante o traumatizzante e di sentirsi improvvisamente spiazzato, bloccato o agitato e senza sapere cosa fare o come comportarsi?

Sono tanti gli interrogativi che un’esperienza traumatica porta con sé, non sempre con una risposta chiara o immediata: “cosa mi succede? Perché non riesco ad andare avanti? È normale quello che provo? Come faccio a tornare come ero prima?”.

Ma facendo un passo indietro, dovremmo cominciare a chiederci cos’è un trauma.

Oggi sono numerose le definizioni di trauma psicologico, la maggior parte delle quali concorda con il termine di ferita (dall’etimologia greca) che irrompe nella vita della persona che lo sperimenta, modificandone, in maniera intensa e negativa, il proprio modo di vivere e di percepire.

A questo proposito possiamo parlare di due tipi di traumi: i traumi con la “T maiuscola” e i traumi con la “t minuscola”. I “T” sono tutti quelli di grave entità e che minacciano l’integrità psicofisica o la vita di una persona, per esempio incidenti, calamità naturali quali terremoti o altri disastri, abusi, aggressioni, o diagnosi sfavorevoli. I “t” sono invece tutte quelle esperienze percepite soggettivamente come di pericolo ma non tali da minacciare l’integrità di una persona. Questi eventi meno rilevanti, però, se prolungati nel tempo, in momenti di particolare vulnerabilità o nell’infanzia, possono diventare fattori di rischio tali da modificare emozioni, comportamenti e relazioni future. È in questa categoria di traumi relazionali che possiamo includere umiliazioni, trascuratezza, abbandoni subiti da parte di persone significative, come ad esempio i genitori o le altre figure di accudimento per il bambino.

Cosa accade a seguito di un evento traumatico?

Quando siamo coinvolti in un evento traumatico di una certa portata, i pensieri, le sensazioni, le emozioni sono spesso comuni e pervadono diverse sfere della nostra personalità.

Le reazioni ad una stessa esperienza traumatica possono essere personali e differenti. Ci sono persone che riescono in un minor tempo a recuperare le normali capacità e risorse solo temporaneamente congelate, con l’aiuto e la vicinanza di qualcuno e con le proprie risorse, superando l’impatto iniziale, e a raggiungere un nuovo equilibrio, trasformando anche l’evento negativo in una risorsa positiva.

Ma ci sono altre persone che difficilmente riescono da sole a riprendere in mano la propria vita dopo un evento traumatico, e non riescono ad elaborare, anche a distanza di anni, le conseguenze emotive, cognitive e psicofisiche che l’evento ha determinato in loro, mantenendo la stessa paura, angoscia e senso di vulnerabilità. È questo il caso, ad esempio del Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD) che si manifesta, spesso, davanti a traumi con la T maiuscola, in cui l’evento sembra essersi sospeso nel tempo, con la stessa intensità dell’inizio, anche se sono passati degli anni.

Come abbiamo detto, anche nel caso di traumi con la t minuscola, seppur di impatto minore, le conseguenze possono comunque essere invalidanti e riguardare mancanza di autostima, ansia generalizzata, tendenza alla colpevolizzazione, sensazioni di insicurezza fino agli attacchi di panico.

Questo ci fa capire come ci sia una stretta connessione tra la mente e il corpo proprio perché le reazioni emotive ad un evento stressante si ripercuotono anche a livello corporeo.

Provare queste sensazioni di angoscia e di inadeguatezza può contribuire ad alimentare la convinzione di non poter andare avanti e di non poter condurre una vita soddisfacente dal punto di vista lavorativo, sociale e relazionale con l’effetto bloccante di mantenere il passato nel presente.

La sofferenza psicologica in questi casi può prendere la forma di pensieri invasivi, sensazioni corporee disturbanti, difficoltà di concentrazione o di addormentamento, alterazione dell’umore, sensi di colpa. Tutte queste reazioni all’inizio sono normali e comuni perché rappresentano il tentativo di risposta che la nostra mente sta compiendo per elaborare l’evento traumatico.

Ma quando questa stessa sofferenza psicologica diventa significativa, ci si deve prendere cura di noi stessi, rivolgendo la nostra richiesta di aiuto a chi può ascoltarla e ci possa permettere di rompere il circolo vizioso di emozioni, pensieri e sensazioni disturbanti. In questo l’Emdr si rivela un trattamento psicoterapeutico elettivo, basato su una validità scientifica, rigore metodologico e protocolli di intervento clinicamente più efficaci e specifici per ciascuna situazione, quali ansia, attacchi di panico, disturbi alimentari, abusi, maltrattamenti, dipendenze, lutti o malattie croniche.

Come agisce? Riattivando le nostre risorse e la capacità innata della nostra mente di curare le ferite dell’anima, riportando il passato nel passato e facendoci proseguire il cammino della nostra vita, là dove l’avevamo bruscamente interrotto.

Traumi infantili

Tutte le esperienze traumatiche e negative in cui il bambino sperimenta una sofferenza, paura o oppressione uniti ad una sensazione di impotenza e che comportano l’interruzione delle normali ed abituali capacità di adattamento possono essere considerate dei traumi infantili.

Le esperienze altamente stressanti subite nei primi anni di vita, spesso sottovalutate, possono diventare una fonte importante di disagio, soprattutto se i bambini non possono contare sul supporto e sulla presenza costante delle figure di accudimento. È attraverso il genitore di cui si fida che il bambino guarda gli eventi che accadono e attraverso i suoi occhi percepisce la realtà circostante.

Allo stesso modo degli adulti, anche i bambini possono provare dolore o sofferenza davanti ad eventi gravi, come la morte di una persona cara, una malattia o maltrattamenti subiti in prima persona e, allo stesso modo, possono essere a contatto con emozioni come la rabbia, la tristezza, il senso di colpa o di impotenza, espressi solo in maniera diversa dagli adulti, a seconda dell’età o dell’impatto emotivo dell’evento.

Un bambino che non riesce ad esprimere liberamente o a parole le proprie emozioni, utilizza altre modalità di manifestazione del disagio come una profonda agitazione, irrequietezza, rabbia, pianto improvviso, paura del buio, incubi notturni, o sintomi fisici come il mal di testa o di pancia.

Nonostante gli sforzi di tenere il bambino lontano dalla sofferenza, l’impatto emotivo di un evento negativo in qualche modo arriva anche a lui e, i tentativi di proteggerlo tenendogli nascosto l’accaduto, spesso si rivelano più dannosi in quanto lasciano spazio alla sua libera immaginazione che, a volte, è peggiore della realtà, portandogli un’ansia e una profonda paura traducibili in termini di vulnerabilità fisica o psichica.

In questi casi, dobbiamo mandare al nostro bambino dei messaggi chiari e veritieri su quello che è successo o che accadrà, con un linguaggio adatto alla sua età, rispondendo alle sue domande, contenendo le sue reazioni, di pianto, di ribellione o di non comprensione e rispettando i suoi tempi.

In genere, l’intervento terapeutico con il bambino è di breve o media durata e può essere utile non solo per risolvere l’impatto emotivo dell’evento traumatico ma anche per prevenire eventuali difficoltà future.

Dal blocco al potenziamento delle risorse

Abbiamo parlato di traumi riferendoci ad eventi di grande portata, come catastrofi naturali, e ad eventi soggettivamente percepiti come pericolosi, quali abbandoni, trascuratezza, legati a relazioni traumatiche, in particolare se vissute nei primi anni di vita e all’interno del sistema familiare. Identificare questi eventi è indispensabile per capire quali fattori abbiano determinato lo sviluppo del disagio che spesso il paziente porta in terapia.

Attraverso l’Emdr, il ricordo di tali eventi viene, quindi, trattato terapeuticamente allo scopo di rendere più funzionali quelli legati a dinamiche e schemi familiari e relazionali disfunzionali, fonte di disagio e di malessere di tutto il sistema.

A tutti noi è capitato e capita di sentirci arrabbiati, spaventati, ansiosi, nervosi o di avere dei pensieri molto negativi da cui non riusciamo a liberarci durante una giornata, o di avere incubi frequenti e angoscianti, o di provare sensi di colpa. Ci sono dei casi in cui è sufficiente che ci fermiamo un momento a riflettere su quanto sta succedendo, sul trovarne le cause modificando la situazione attuale e il nostro atteggiamento, anche ciò che proviamo può lentamente scomparire. In altri, non riusciamo neanche a capire perché ci sentiamo in quel modo, perché sentiamo o proviamo certe emozioni o sensazioni non riuscendo ad individuare neanche un motivo apparente.

Succede allora che, indipendentemente dal tempo passato, possiamo provare le stesse intense emozioni ad esempio in certi luoghi particolari o in presenza di alcune persone.

Spesso questo ci segnala la possibilità che alcuni ricordi non siano stati elaborati e che abbiamo mantenuto la loro carica emotiva perché immagazzinati dalla nostra mente in maniera non adatta. In questo l’Emdr favorisce il processo di elaborazione spontanea delle emozioni disturbanti ricollocando i nostri ricordi in modo più funzionale. Il terapeuta accompagna e guida con le sue dita il movimento degli occhi del paziente che, stimolando entrambi gli emisferi cerebrali, crea nuove connessioni e riattiva tale processo di elaborazione che si era bloccato al ricordo di quell’evento.

Oggi, l’Emdr si considera un approccio complesso e globale, non solo per i traumi di diversa natura, ma anche per tutti quegli eventi di vita negativi che possono essere considerati dei fattori di rischio per la salute psicologica di ciascuno.

Il trattamento psicoterapeutico attraverso l’Emdr permette quindi, non solo di superare dei blocchi psicologici che spesso possiamo manifestare a seguito di un evento altamente stressante, o aggirare resistenze ma, una volta elaborate le sensazioni, emozioni e pensieri negativi che si erano sviluppati intorno a questo, favorisce l’emergere di risorse individuali che prima pensavamo di non avere o che non utilizzavamo in maniera adeguata, ed il loro rafforzamento, aumentando ad esempio le prestazioni nel lavoro, nello sport o nello spettacolo in modo da poter essere inserite tra i nuovi strumenti a disposizione per affrontare con maggior fiducia, forza interiore e efficacia personale, le future situazioni e sfide della vita.

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un’opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca priva di applausi.

C. Chaplin