Distanziamoci dal 2020: considerazioni di fine anno
È una tendenza piuttosto comune quella di definire l’anno che sta volgendo al termine in chiave negativa, lamentando insoddisfazione e malessere, sconforto per le occasioni perse e sottolineando, soprattutto, le problematiche che si sono dovute affrontare o le aspettative infrante.
Ma questo che si sta concludendo è davvero un anno diverso, dove tante sono le riflessioni che siamo stati universalmente chiamati a fare.
Il 2020 è stato l’anno che mai ci saremmo aspettati, quello che ha battuto tutti gli altri in termini di conseguenze negative sulla vita di ognuno di noi.
L’anno dove abbiamo lottato contro l’enorme forza distruttiva di un nemico dal volto coperto, sconosciuto e vigliacco, di quelli che attaccano alle spalle cogliendoti all’improvviso, che ti trovano debole ed impreparato, facendo della tua vulnerabilità la propria forza.
Un aggressore silente che ha messo fine a tanti sogni, che ha cambiato nel profondo le nostre emozioni, che ci ha costretti ad affrontare rinunce e perdite, portandoci a crollare e a ricostruirci ogni giorno, a reinventarci per sopravvivere nell’incertezza e nella paura.
Il 2020 ha rimesso in discussione le nostre priorità, ha destabilizzato vecchie e consolidate certezze, a volte ci ha tolto il respiro, lasciandoci un forte senso di impotenza e la dolorosa comprensione di non essere pronti e disposti a perdere tanto: il lavoro, la scuola, i nostri affetti più cari, la libertà e la vita!
Un anno doloroso che rimarrà indelebile nella mente e nella pelle di ognuno di noi, ma che, se ci sforziamo di guardare agli eventi da un’altra prospettiva, ci ha comunque consegnato nuovi efficaci insegnamenti sulla propria forza interiore e su quella dell’unione del gruppo quando lotta per lo stesso obiettivo.
Abbiamo imparato a guardarci meglio negli occhi, quegli occhi che tante volte, per fretta o disinteresse abbiamo evitato e nei quali oggi ritroviamo le nostre stesse emozioni, la nostra malinconia, la stessa speranza e coraggio di continuare.
Abbiamo compreso che la solitudine può unire, che nella distanza e nel sacrificio si cela amore e protezione reciproca, che privarci di ciò che abbiamo di più caro, la libertà, non sempre corrisponde a perdere, ma può salvare e prepararci ad affrontare più efficacemente e consapevolmente le difficoltà che ancora ci attendono.
Il 2020 ci ha indubbiamente indeboliti, disintegrando ogni equilibrio, ma ci ha resi più abili nel ricercare nuove modalità per riemergere dal fondo, insegnandoci a cantare e ballare sotto una forte tempesta, in uno spazio ridotto, lontani gli uni dagli altri, ma scoprendo anche così che si può resistere e perseverare.
Abbiamo forse capito che dare per scontato o trascurare ciò che abbiamo per ambire ad altro ci priva dell’occasione di assaporare il gusto delle piccole cose, dell’essenza magica che può avere un attimo, di quanto nel presente possa esserci già tutto ciò di cui si ha bisogno, senza per questo smettere di arricchirci e migliorarci.
Ci attende un anno nuovo, forse già troppo responsabilizzato, ricco di aspettative, l’anno che porrà fine alla pandemia, l’anno della rinascita… o forse no!
Ma avremo comunque la certezza di partire per questo misterioso viaggio con un bagaglio più ricco, occhi diversi e la conquistata certezza che anche le strade tortuose, interrotte e sconosciute possono essere percorse per giungere a destinazione contro ogni difficoltà!
Buon anno a tutti!
Autrice: Ilaria Corona