L’anno della ripartenza: cosa lasciamo e cosa portiamo con noi
“Ricorda che ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio.”
(Antoine de Saint-Exupéry)
L’anno che ci siamo appena messi alle spalle è stato ricco di emozioni intense, molte delle quali negative, sicuramente nuove e ancora non totalmente elaborate.
Ci siamo confrontati con un umore depresso per alcuni mai sperimentato e che ha spaventato davanti ad una situazione di allarme e di imprevedibilità.
Abbiamo conosciuto una paura nuova, la paura del contagio e quella di non riuscire a contrastarla.
Ci siamo sentiti disorientati per dei cambiamenti repentini ed improvvisi, nello stile di vita, nelle abitudini, persino nelle relazioni e ci siamo dovuti riadattare in fretta quando avremmo desiderato solo un ritorno alla “normalità”.
E ci siamo arrabbiati per aver perso tanto, chi il lavoro, chi la libertà di poter decidere anche solo di uscire di casa in un momento diverso, di abbracciare tutti o qualcuno, di condividere un sorriso non solo da uno schermo virtuale o da una mascherina colorata.
E questo ci ha fatto sentire impotenti, in balìa di qualcosa di più grande, più grande del nostro potere, del nostro controllo, più grande anche della nostra voglia di tornare ad essere padroni di un destino comune.
Cosa ci portiamo con noi nel nostro bagaglio per l’anno appena arrivato e cosa lasciamo di quello passato?
Oggi, in questo nuovo anno, un po’ stanchi e affaticati, un po’ derubati di tutto quello che avremmo voluto o potuto o scelto di fare, non possiamo che ripartire dall’inizio.
L’anno della ripartenza, l’anno dei bilanci tra ciò che abbiamo perduto e ciò che, incredibilmente anche in momenti così bui, abbiamo acquisito, guadagnato, scoperto ed imparato.
Ma quali altre emozioni caratterizzeranno questo nuovo anno?
Come si può ripartire e da dove?
Tutte le esperienze belle o brutte che affrontiamo faranno parte del bagaglio che contribuirà a renderci quelli che siamo.
Di certo, non abbiamo il potere di cambiare quello che ci succede o di impedire che si verifichi, ma abbiamo la possibilità di cambiare il modo in cui interpretiamo gli eventi e, di conseguenza, il modo personale di reagire ad essi.
Un primo passo, in questa direzione, può essere focalizzarci proprio sulle cose che, in situazioni stressanti o negative, possiamo controllare, come il nostro mondo emotivo interno e la cura degli altri.
Altre strategie che possono rivelarsi utili perché il nuovo anno diventi davvero quello della ripartenza sono:
- Valorizzare le risorse che abbiamo riscoperto dentro di noi, quali una modalità nuova di comunicare con gli altri, un adattamento migliore allo stress o una nuova scala di priorità;
- Coltivare competenze prosociali e un’intelligenza emotiva che ci consentano di riconoscere le nostre emozioni e quelle degli altri restituendo loro un nuovo significato in modo da elaborarle fluidamente;
- Rendere “normali” le emozioni negative come la paura, l’angoscia, la rabbia, in quanto reazioni adattive e sane, permettendoci di sentirci demotivati, insicuri o vulnerabili;
- Risignificare la vicinanza o la distanza dagli altri trovando nuovi modi per stare accanto agli altri consolidando una più autentica intimità psicologica.
Per ogni fine c’è sempre un nuovo inizio e spesso la sua connotazione emotiva dipende da noi!
Per approfondire:
- Canevaro A., Quando volano i cormorani. Terapia individuale sistemica con il coinvolgimento Dei familiari significativi, Ed. Borla, 2009;
- Seligman, M.E.P., Imparare l’ottimismo. Come cambiare il vita cambiando il pensiero, Ed. Giunti, 1996;
- Stone H., Stone S., Tu e io. Incontro, scontro e crescita nelle relazioni interpersonali. M.I.R. Edizioni, 2003.
Autrice: Lorella Cartia