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La routine quotidiana: in gabbia o al sicuro?

Le abitudini possono anche essere definite come quotidiane consuetudini che non solo garantiscono una più adeguata gestione delle dinamiche relazionali, ma aumentano anche la percezione di avere un certo grado di controllo sugli eventi e senso di sicurezza.
Questo assume maggior valore se ci riferiamo ai bambini, così particolarmente bisognosi di contenimento e rassicurazione che il mantenimento di alcuni rituali giornalieri può offrire (il bagnetto prima di dormire, la narrazione serale di una fiaba, la pomeridiana ora di gioco con i genitori, una passeggiata e così via).
Anche per gli adulti il conservare alcune abitudini può determinare effetti positivi innegabili, come sentirsi meno pressati e stressati da continui cambiamenti, portatori a volte di confusione, smarrimento e difficoltà di adattamento.
La routine agevola la possibilità di organizzare il tempo e ciò favorisce il miglioramento del personale senso di efficacia e di equilibrio.
Ecco, allora, che diviene possibile affermare che per quanto la routine si percepisca come noiosa o come privazione di opportunità di crescita ed evoluzione, è in realtà una forma di protezione per la salute psichica, soprattutto quando ci troviamo costretti ad affrontare periodi particolarmente critici e stressanti.
Attraverso questi rituali definiamo la nostra identità e quella del sistema di cui facciamo parte, familiare o sociale, poiché permettono la manifestazione del nostro modo di fare e di essere anche in relazione agli altri, allontanando i rischi connessi all’imprevedibilità.
Non solo!
È altrettanto importante sottolineare quanto le consuetudini permettano la regolazione delle nostre emozioni.
Ma come sono collegate le due cose?
Nel momento in cui le giornate tendono ad essere strutturate con regolarità si va anche incontro ad una maggiore stabilità emotiva e ciò comporta il non dover sperimentare frustranti vissuti di tensione ed ansia, così tanto comuni quando ci si rapporta al nuovo, a ciò che non conosciamo e dal quale non sappiamo cosa aspettarci.
L’emergenza del coronavirus ha drasticamente e tempestivamente divorato il ritmo e la pianificazione delle abitudini di tutti, costringendoci ad una ridefinizione di esse e a doverci riadattare in tempi brevissimi a tanti cambiamenti che investono ogni livello: emotivo, sociale, lavorativo, relazionale.
Tutto questo rappresenta una concreta minaccia all’equilibrio psichico e crea senso di perdita del controllo e impotenza.
Per tali motivazioni appare, allora, assolutamente necessario tentare di ristabilire nuove consuetudini così da poter contenere, quanto più possibile, l’impatto distruttivo causato dal crollo di punti fermi che le abitudini, in parte, garantivano.
La costruzione di una nuova routine, adattata alla realtà che stiamo vivendo, potrebbe aiutare a recuperare la padronanza della nostra vita e a riuscire a navigare con più stabilità nel mare dell’incertezza!
Con ciò non vogliamo sottovalutare l’importanza di rimanere flessibili, di non ancorarsi rigidamente a schemi ripetuti quasi ossessivamente, poiché così ci si precluderebbe l’apertura alle novità, rischiando di bloccare la creatività, nonché la possibilità di progettare e pianificare.
Un modo per avvicinarsi al cambiamento non rinunciando a sane abitudini, vista la loro importanza, potrebbe essere quello di sintonizzarci con le nostre emozioni, seguendo la strada che ci indicano, aprendoci gradualmente alla sperimentazione di qualcosa di diverso dal solito che, seppur apparentemente poco importante, costituisce comunque un varco verso l’esplorazione di nuovi scenari potenzialmente in grado di migliorare la qualità della nostra vita!

Per approfondire:

  • Clear J., Piccole abitudini per grandi cambiamenti, De Agostini, 2019;
  • Duhigg C., Il potere delle abitudini, Tea, 2014;
  • James W., le leggi dell’abitudine, Mimesis, 2019.

Autrice: Ilaria Corona