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L’attesa fragile: aspetti psicologici della gravidanza a rischio

La gravidanza viene solitamente rappresentata come una fase del ciclo vitale caratterizzata da emozioni di gioia, progettualità futura e realizzazione personale, ma quando diventa complessa o a rischio, l’esperienza emotiva della donna e della famiglia può trasformarsi radicalmente.
La possibilità di visite ripetute, di diagnosi incerte o la minaccia di un parto prima del termine di gestazione comportano paura, perdita di controllo e vulnerabilità che ricadono non solo sulla futura mamma, ma sull’intero sistema relazionale.
Già di per sé, la gravidanza costituisce un periodo di transizione evolutiva che implica una riorganizzazione delle dinamiche relazionali interne alla coppia e alla famiglia, oltre ad un cambiamento identitario.
In presenza di complicazioni, questo processo può assumere caratteristiche traumatiche.
La gravidanza a rischio costringe infatti la donna e la famiglia a confrontarsi precocemente con il fantasma della perdita, con il senso di impotenza e con l’incertezza del futuro.

Secondo l’sistemico-relazionale, il disagio non riguarda mai esclusivamente il singolo individuo, ma coinvolge l’intera rete di relazioni significative.
La gravidanza difficile può infatti modificare gli equilibri familiari e la sofferenza emotiva della donna riflettersi sul partner, su eventuali altri figli e sull’intero sistema.
Uno degli aspetti più frequenti è il vissuto di ambivalenza emotiva.
Molte donne raccontano di sperimentare diverse emozioni contraddittorie, tra speranza e paura, desiderio di attaccarsi emotivamente al bambino e bisogno di tutelarsi da una possibile perdita.
Tali emozioni non devono essere interpretate come segni di debolezza, piuttosto come tentativi di adattamento a una situazione percepita come minacciosa.
Nella coppia può accadere che a livello comunicativo si aprano diversi scenari, dall’evitamento del dialogo e un ritiro di entrambi i partner in una dimensione di isolamento reciproco per il timore di aumentare le preoccupazioni, alla modalità opposta, caratterizzata ad esempio da eccessivo controllo, monitoraggio continuo del vissuto emotivo dell’altro e bisogno costante di rassicurazione.

A livello familiare, la gravidanza a rischio può riattivare esperienze pregresse di perdita, lutti o memorie transgenerazionali legate ad aborti, nascite traumatiche, malattie e ulteriori eventi critici non del tutto elaborati.
L’attesa del bambino può così diventare il luogo simbolico in cui si incontrano paure antiche e tensioni irrisolte.
Pe questo motivo, uno degli obiettivi fondamentali del sostegno psicologico nelle gravidanze difficili è migliorare e potenziare la comunicazione emotiva all’interno della famiglia.
Dare spazio e voce alle paure può ridimensionare l’isolamento emotivo e favorire la costruzione di una maggiore coesione relazionale dove la sofferenza e le paure possano essere pensate, condivise e contenute.

In chiave pratica, possono risultare utili alcune strategie:

  • Favorire momenti di dialogo nella coppia, senza limitarsi agli aspetti medici o organizzativi;
  • Legittimare emozioni come paura, rabbia, tristezza o senso di colpa;
  • Coinvolgere i familiari in modo equilibrato per evitare l’isolamento, ma anche l’invadenza;
  • Mantenere piccole routine quotidiane che offrano continuità e stabilità emotiva;
  • Aiutare i figli già presenti a comprendere ciò che sta accadendo con parole adeguate alla loro età.

La gravidanza a rischio rappresenta un’esperienza che può segnare profondamente la storia personale e familiare.
Tuttavia, è proprio nei momenti di maggiore crisi e fragilità che le relazioni possono diventare un ambito di cura, supporto, contenimento e trasformazione.
La qualità dei legami, la possibilità di condividere il dolore e la presenza di un sostegno emotivo adeguato costituiscono fattori protettivi necessari per affrontare l’incertezza e ricostruire un senso di continuità nella propria esperienza di vita.

Per approfondire:

  • Brustia R. P., Genitori, una nascita psicologica, Bollati Boringhieri, 1996;
  • Muscialini N., Maternità difficili, psicopatologia e gravidanza, Franco Angeli, 2010;
  • Scabini E., Psicologia dei legami familiari, Il Mulino, 2019.

Autrice: Ilaria Corona

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