L’arte di salutare: il significato psicologico dell’ultimo giorno di scuola
Con l’arrivo di giugno, migliaia di studenti vivono uno dei momenti più simbolici del periodo scolastico, l’ultimo giorno di scuola.
Fotografie di classe, abbracci, firme sulle magliette, saluti agli insegnanti e la sensazione condivisa che qualcosa stia finendo.
L’ultimo giorno di scuola è un rituale di passaggio che segna la conclusione di una fase significativa della vita che non riguarda soltanto gli studenti, ma coinvolge tutti gli adulti di riferimento, genitori e insegnanti, nella condivisione di uno stesso bisogno, quello di dare significato alle transizioni.
Questo perché ogni cambiamento importante implica una perdita e una trasformazione in cui si lascia qualcosa di conosciuto per entrare in una dimensione nuova e incerta.
L’ultimo giorno di scuola non rappresenta soltanto la fine delle lezioni, è la conclusione di relazioni, routine, ruoli e abitudini che hanno strutturato la quotidianità per mesi o anni e, anche quando il cambiamento è desiderato e atteso, può attivare emozioni contrastanti come gioia, nostalgia, sollievo, eccitazione e tristezza.
Il significato psicologico dei rituali di chiusura
I rituali accompagnano la vita umana da sempre, dando simbolicamente forma ai cambiamenti.
Le fotografie di fine anno, la consegna delle pagelle, le recite scolastiche, i saluti collettivi e le feste costituiscono dei rituali di chiusura.
Dal punto di vista psicologico, i rituali svolgono diverse funzioni fondamentali:
- Offrono l’occasione di condividere l’esperienza emotiva: le emozioni legate ai cambiamenti possono essere intense e difficili da comprendere e gestire. I rituali offrono l’opportunità di riconoscere e condividere ciò che si prova.
- Creano punti di riferimento stabili nel tempo: i momenti ritualizzati favoriscono la costruzione della memoria perché vengono ricordati più facilmente e aiutano a dare continuità alla propria storia personale.
- Rinforzano i legami: condividere un momento di chiusura con gli altri favorisce il senso di appartenenza, di connessione e di sostegno reciproco.
- Agevolano il passaggio verso il futuro: concludere simbolicamente una fase facilita l’investimento di energie nella successiva. Una chiusura adeguata diminuisce il rischio di rimanere ancorati al passato.
Uno degli aspetti più profondi legato all’ultimo giorno di scuola riguarda il rapporto con la separazione.
La teoria dell’attaccamento di John Bowlby ha mostrato come i legami significativi rappresentino una base fondamentale per il benessere psicologico.
Ogni separazione attiva processi emotivi che richiedono elaborazione.
Naturalmente, la fine dell’anno scolastico non equivale a una perdita definitiva, tuttavia comporta un cambiamento delle relazioni e delle routine.
I rituali aiutano a riconoscere queste trasformazioni senza viverle come fratture improvvise.
Consentono di salutare ciò che si conclude mantenendone il valore affettivo nella memoria.
L’ultimo giorno di scuola può quindi ricordarci una competenza importante, saper salutare ciò che finisce.
Le persone che riescono a riconoscere il significato delle proprie esperienze passate tendono a costruire narrazioni personali più coerenti e a vivere i cambiamenti con maggiore flessibilità.
È un momento in cui si intrecciano memoria, emozioni, relazioni e aspettative future.
I rituali di chiusura aiutano a dare significato a questa esperienza, permettendoci di fermarci per salutare ciò che finisce, trasformando una fase di conclusione in un’opportunità di crescita.
Per approfondire:
- Bowlby J., Attaccamento e perdita, Bollati Boringhieri, 1999;
- Bruner J., La cultura dell’educazione, Feltrinelli, 2015;
- Erikson E.H., I cicli della vita, Armando Editore, 1984.
Autrice: Ilaria Corona