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Alla base della sicurezza: la teoria dell’attaccamento

La teoria dell’attaccamento studiata da Bowlby (1969-1988) riveste un ruolo basilare nella capacità di ogni individuo di creare relazioni.
Secondo questa teoria, infatti, la tendenza a stringere relazioni emotive, sia nell’infanzia che nell’età adulta, è una componente centrale della natura umana ed è strettamente collegata all’aver sperimentato un valido attaccamento alla figura materna già dalle prime fasi di vita.
Il principale obiettivo del sistema di attaccamento è garantire al bambino di conseguire e mantenere un adeguato livello di vicinanza fisica ed emotiva con la madre, o con la figura di riferimento primaria.
Ma quali sono i comportamenti presenti dalla nascita che costituiscono i presupposti per lo sviluppo dell’attaccamento?
In tal senso è possibile segnalare il pianto, il sorriso, i vocalizzi, insomma tutto ciò che consente al bambino di richiamare la madre verso le sue esigenze di cura e di vicinanza.
È già dalla fine del primo anno di vita che diventa evidente il comportamento di attaccamento e comincia anche a delinearsi la qualità del legame che si è andato creando.
In questo stesso periodo dello sviluppo del bambino, in lui si creano i cosiddetti MOI (modelli operativi interni), cioè delle rappresentazioni mentali che raffigurano l’esperienza emotiva vissuta nelle relazioni con le persone che si sono prese cura di lui. Questi modelli, in altre parole, narrano la storia delle risposte affettive e del grado di disponibilità che i genitori hanno mostrato nei confronti del bambino.
Ma quali sono le varie tipologie, o stili di attaccamento che si conoscono?
La Ainsworth e i suoi collaboratori (1978) ne hanno inizialmente descritti tre, ai quali, studi successivi, hanno aggiunto una quarta tipologia:

  1. Stile Sicuro: i bambini con questo modello di attaccamento identificano la madre come base sicura, il che permette loro di esplorare l’ambiente e di interagire con esso autonomamente. Si affidano alla figura di attaccamento sia nel momento del bisogno che in situazioni di normalità. Le madri sono ritenute accoglienti, sensibili ed emotivamente disponibili. L’emozione che prevale è la gioia.
  2. Stile Insicuro-evitante: il comportamento di esplorazione di questi bambini non fa affidamento su una base sicura, tendono ad esplorare l’ambiente facendo riferimento solo a se stessi. La convinzione che si sviluppa nel bambino è quella di non ricevere conforto ma rifiuto da parte della madre, per cui tende ad evitare di entrare in relazione con lei. Le madri sono descritte come controllanti, rifiutanti e intrusive, i loro comportamenti di conforto non utilizzano il contatto fisico. A dominare in questo stile sono le emozioni di tristezza e dolore.
  3. Stile Insicuro-ambivalente: il bambino appare angosciato, passivo o agitato e fatica ad esplorare l’ambiente, non si mostra certo che la madre possa rispondere alle sue richieste e per questo esita o evita l’atteggiamento esplorativo. Le madri di questi bambini appaiono incostanti e imprevedibili nella dinamica di accudimento e poco capaci di rispondere alle richieste del bambino.
  4. Stile Disorganizzato-disorientato: il bambino tende a presentare contemporaneamente comportamenti evitanti e disorganizzati, come movimenti incompleti, immobilità, posture anomale, fino alla manifestazione di paura verso il genitore, percepito come spaventante. Questo pattern è stato collegato ad eventi traumatici, come lutti e maltrattamenti, non risolti nella storia del genitore. Ciò che sperimenta il bambino è un conflitto tra la sua naturale esigenza di ricevere conforto dalla madre e il fatto che è lei stessa a spaventarlo, ciò produce in lui un comportamento incoerente e disorganizzato (non sa che fare!).

In conclusione, è importante precisare quanto la disponibilità del caregiver, la tipologia delle cure fornite, il calore emotivo e la capacità di garantire conforto siano i comportamenti centrali e più significativi per la formazione della relazione di attaccamento, del senso di sicurezza e fiducia che segneranno non solo il rapporto genitore-figlio e lo sviluppo della personalità, ma anche la natura delle relazioni future, sia di coppia che sociali, in età adolescenziale e adulta.

Per approfondire

  • Ainsworth M.D.S., Patterns of Attachment: a psychological study of the strange situation, Erlbaum, Hillsdale, 1978;
  • Bowlby J., Attaccamento e perdita, vol.1: L’attaccamento alla madre, Boringhieri, 1972;
  • Holmes J., La teoria dell’attaccamento. John Bowlby e la sua scuola, Ed. Raffaello Cortina, 2017.

Autrice: Ilaria Corona