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Empatia e neuroni specchio: un ponte sulle relazioni

Sarà capitato ad una mamma di sorprendersi nel ritrovarsi ad aprire la bocca mentre dà da mangiare al proprio bambino o a chiunque di sbadigliare davanti a qualcuno che lo abbia appena fatto.
E perché si dice che la risata sia contagiosa?
Quali meccanismi sono alla base di queste curiose sequenze motorie e comportamentali spesso messe in atto oltre l’intenzione?
Si chiamano neuroni specchio e rappresentano una sorprendente scoperta degli anni ’90 da parte dell’equipe di Parma del neuroscienziato Giacomo Rizzolatti.
Definiti anche neuroni dell’empatia , in quanto sembrano alla base della capacità dell’uomo di mettersi nei panni dell’altro e di percepire e “sentire” le sue emozioni comprendendone lo stato d’animo e agendo di conseguenza, i neuroni specchio si attivano non solo nella persona che compie quell’azione, ma anche in colui che lo sta osservando.
L’osservazione ci permette, infatti, di cogliere le intenzioni dell’altro, anticiparne l’azione, comprenderne le emozioni dietro e persino di apprendere da esse, come fanno i bambini quando imitano ciò che fa l’adulto di riferimento.
Per tale ragione, i neuroni specchio agiscono e influiscono in maniera determinante sulle competenze umane quali l’empatia, l’apprendimento e la socialità coordinando i nostri pensieri, sentimenti e azioni, più o meno consapevoli, attraverso continue stimolazioni e connessioni delle aree cerebrali coinvolte.
Nello specifico, i neuroni specchio costituiscono un ponte di collegamento con gli altri, attraverso l’esplorazione e l’utilizzo di tre meccanismi fondamentali:

  • il processo cognitivo, che consiste nella capacità di comprendere ciò che sperimenta la persona che ho davanti a me;
  • il processo emotivo, ovvero la capacità di sentire e provare ciò che prova l’altro;
  • il comportamento prosociale, caratterizzato dalla capacità di rispondere in maniera indulgente ed accogliente alle richieste dell’altro e del gruppo sociale.

Da un punto di vista neuroscientifico, quando si attivano dall’osservazione di un movimento o di un’emozione dell’altro proprio come se fossimo i protagonisti dell’azione, i neuroni specchio inviano tale input all’insula, la regione del cervello deputata alla ricezione di alcune sensazioni, e all’amigdala e al sistema limbico, considerato il cuore delle emozioni, che codificano quell’emozione, aiutandoci ad interpretarla e a comprendere lo stato d’animo della persona che abbiamo di fronte, entrando quindi in empatia con essa.
Tuttavia, l’empatia non scatta indistintamente ed automaticamente ma alcune motivazioni, come la familiarità o fattori culturali possono inibirla attraverso il coinvolgimento di altri neuroni che contrastano l’attivazione dei neuroni specchio emotività.
Questo spiega il motivo per cui ci sono delle situazioni o persone per cui proviamo una maggiore sintonizzazione emotiva e dunque maggiore empatia piuttosto che per altre, per esempio ci sentiamo più vicini e attivati davanti al dolore di un amico rispetto a quello di un mero conoscente.
Tale regolazione emotiva ci permette di entrare in contatto con l’altro pur mantenendo una certa distanza e di scegliere una risposta emotiva diversa a seconda del caso proteggendoci anche da un altrimenti ininterrotto ipercoinvolgimento emotivo.
Se così non fosse ci troveremmo a piangere o a ridere in tutte le circostanze e senza filtri!
I numerosi studi e le scoperte delle neuroscienze ci confermano, oggi, l’importanza di tutti quei circuiti cerebrali collegati all’emozione (amigdala e sistema limbico) insieme ai neuroni specchio nei processi percettivi e decisionali quotidiani alla base del nostro comportamento.
Quale implicazione per tutti noi?
Per una relazione autentica, non è sufficiente metterci nei panni dell’altro, ma proviamo a sospendere il giudizio, comprendendo il suo punto di vista, nel confronto e nel rispetto del nostro.

Per approfondire:

  • Batson, C. D., Ahmad, N., & Lishner, D. A., Empathy and Altruism. The Oxford handbook of positive psychology, 2009;
  • Pizzo Russo L., So quel che senti. Neuroni specchio, arte ed empatia, Ed. Ets, 2009;
  • Rizzolatti , In te mi specchio. Per una scienza dell’empatia, Ed. Bur, 2018.

Autrice: Lorella Cartia