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Genitori iperprotettivi: in una bolla d’amore

Una delle missioni più importanti dell’essere genitori su cui si basano oggi molti sistemi famigliari è quello di proteggere i propri figli dalle avversità, dai fallimenti, dalle delusioni, dalla sofferenza nell’illusoria convinzione di difenderli da una realtà spesso percepita come pericolosa.
Quando sono piccoli, i figli hanno bisogno e dipendono in tutto dai genitori o dagli altri adulti di riferimento ma è bene distinguere questo senso di protezione, responsività e disponibilità emotiva da una modalità poco funzionale di iperprotettività.
I genitori iperprotettivi sono costantemente preoccupati per l’incolumità dei figli e che il futuro possa riservare loro qualcosa di negativo, imprevedibile o incontrollabile.
Questi genitori sono molto permissivi, non pongono chiari confini o precise regole che i bambini possano interiorizzare o compiti che possano dare loro una responsabilità adeguata all’età.
Ciò fa sì che, quando i figli agiscono con comportamenti al limite della “regolarità”, non vengano puniti o sgridati per paura di farli piangere o far loro del male.
Da dove nasce e perché si sviluppa questo stile educativo?
In generale, il meccanismo che si innesca è inconscio e molto complesso: il genitore entra in ansia ogni volta che il figlio si allontana o minaccia di farlo. Tale paura è malcelata e, nonostante i tentativi destinati puntualmente a fallire, arriva al figlio per mezzo di una presenza costantemente in allarme, soprattutto davanti a situazioni nuove.
Questa forma di iperprotettività si traduce poi nel bambino in una vulnerabilità dettata dall’aspettativa di un ambiente pericoloso, cui a volte può reagire sviluppando e manifestando una vera e propria fobia.
A volte, l’iperprotettività è la risultante di delicate esperienze di vita vissute dall’adulto o stili educativi simili.
Può accadere, infatti, che il genitore iperprotettivo cerchi di compensare le carenze o le esperienze sfavorevoli dell’infanzia sforzandosi di mettere in gioco un modello basato sul perfezionismo per un eccessivo senso di responsabilità nei confronti del figlio che, per tale motivo, deve essere costantemente controllato con la conseguenza di instillare insicurezza nel bambino.
Altre volte, il bisogno di proteggere il bambino da ogni frustrazione può esprimere l’espressione di un bisogno del genitore di ridurre l’ansia esercitata dall’impossibilità di prevedere gli eventi e il loro evolversi.
Ciò porta spesso i genitori iperprotettivi a sostituirsi al bambino prima e all’adolescente poi nella gestione e soluzione dei problemi che dovranno affrontare nell’errata convinzione di poterli sollevare dalle emozioni negative legate al fallimento.
Si viene a creare così un circolo vizioso in cui da una parte, i genitori diventano complici dei figli non permettendo loro un’assunzione di responsabilità, maturità e una maggiore autonomia; dall’altra, sempre meno responsabilizzati, i figli arrivano a pretendere il loro aiuto per qualsiasi cosa, dai compiti a scuola alle piccole difficoltà alle quali reagiscono in maniera aggressiva o insicura non essendo mai stati educati a confrontarsi con esse. Alcuni di loro cominceranno anche a percepirsi come incapaci di superare le difficoltà da soli e inadeguati, con notevoli ripercussioni alla loro autostima.
Un’altra forma di iperprotettività ha a che fare con il bisogno di controllo del genitore che si manifesta con un atteggiamento colpevolizzante ed invischiante nei confronti del figlio che lo porta ad essere presente in tutte le sue scelte e a controllare tutti gli aspetti della sua vita.
In questo caso, ciò che il genitore iperprotettivo offre al bambino/adolescente è un amore condizionato all’accettazione di questo controllo che non gli impedisce di iniziare o portare a compimento il processo di differenziazione come individuo che possiede caratteristiche specifiche ma con il rischio di sviluppare un atteggiamento passivo di non scelta oltre ad una particolare attivazione davanti agli stati emotivi del genitore.
Cosa può garantire un buon funzionamento sia personale che famigliare?
Certamente ogni individuo, sin dall’infanzia, ha bisogno della protezione dell’altro ma ha anche bisogno di esplorare l’ambiente che lo circonda in piena autonomia potendosi guardare le spalle sicuro della presenza delle sue figure di riferimento.

Per approfondire:

  • Miller A., Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero sé, Bollati Boringhieri, 2008;
  • Nardone G., Genitori iperprotettivi: troppo aiuto = danno. Psicologia Contemporanea, 2017;
  • Siegel D.J, Payne Bryson T., Esserci. Come la presenza dei genitori influisce sullo sviluppo dei bambini, Cortina Raffaello, 2020.

Autrice: Lorella Cartia

 

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