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Ninna nanna: dalle braccia di mamma a quelle di Morfeo

Che cosa sono le ninne nanne e perché persistono trasversalmente in tutte le culture e le epoche storiche?
Un rituale ancestrale che racchiude in sé un coinvolgimento emotivo così forte ed intenso al punto da oltrepassare la dimensione spazio-temporale, forse a conferma che in ogni luogo o tempo il momento dell’abbandono al sonno richiede il bisogno di una vicinanza emotiva oltre che fisica diretta, che infonda calma, sicurezza, fiducia.
Costituite da una struttura musicale molto semplice fatta di parole ripetute e di un ritmo cadenzato, le ninne nanne riproducono in qualche modo l’esperienza intrauterina del feto attraverso un movimento oscillatorio simile a quello del grembo materno.
Dalla 24° settimana il feto è, infatti, capace di sentire i suoni provenienti dal mondo esterno, sebbene in maniera piuttosto ovattata ed, in particolare, la voce della madre rappresenta il suono più familiare e riconoscibile che media tra il mondo esterno e interno.
Questa capacità di discriminare stimoli musicali differenti è innata come dimostrano numerose ricerche in cui si è evidenziato che la musica dissonante crea nel piccolo sin dalla nascita l’attivazione dei centri dell’aggressività e della paura.
La ninna nanna diventa, allora, attraverso le sue peculiari caratteristiche musicali e ritmiche, un potente mezzo per creare, rinforzare e consolidare il legame emotivo diadico tra la madre e il bambino.
Ma quali sono le proprietà benefiche e terapeutiche di questo rituale così antico ma sempre attuale?
Importanti studi hanno ormai confermato che la ninna nanna abbia un ruolo rilevante nell’influenzare positivamente lo sviluppo infantile sotto diversi punti di vista:

  • dal punto di vista neurobiologico e neurofisiologico, mantiene l’attivazione nei limiti consoni favorendo la regolazione emotiva del bambino. In altre parole, gli consente un contenimento qualora i livelli di eccitazione emotiva e fisiologica dovessero essere eccessivi migliorando l’umore e agendo anche sugli stili alimentari e sul ritmo sonno-veglia;
  • produce, anche attraverso il movimento oscillatorio che lo accompagna, il rilassamento muscolare del bambino facilitandone l’addormentamento;
  • dal punto di vista educativo, la struttura della ninna nanna facilita l’apprendimento di parole e suoni nuovi e costituisce un primo approccio alla stimolazione creativa ed immaginativa;
  • attraverso stimoli musicali, ritmici, corporei, crea tra madre e bambino un dialogo sonoro che consolida il legame di fiducia e sicurezza che incideranno sulle esperienze relazionali del futuro adulto;
  • favorisce lo sviluppo di abilità relazionali e comunicative perché consente al genitore e al bambino di comunicare attraverso un doppio linguaggio, verbale e non verbale, carico di emozioni, che passa anche attraverso la percezione del respiro della mamma, dei battiti del cuore, del calore del contatto corporeo nell’abbraccio cui il bambino risponde, a sua volta, attraverso i sorrisi, i movimenti del corpo e le vocalizzazioni.

Se musicalità, ritmo, corporeità e movimento rappresentano alcune delle principali peculiarità della ninna nanna in grado di alimentare lo scambio reciproco e il legame intenso tra l’adulto e il bambino, la ripetizione quotidiana e costante di questa esperienza di accompagnamento verso le braccia di Morfeo rappresenta, giorno dopo giorno, una vera e propria fusione comunicativa, con tutte le qualità benefiche sia per il bambino che per l’adulto.

Per approfondire:

  • Falk D., Lingua madre. Cure materne e origini del linguaggio, Bollati Boringhieri, 2011;
  • Persico G., La ninna nanna. Dall’abbraccio materno alla psicofisiologia della relazione umana, Edizioni Eur, 2002;
  • Winnicott Donald W., Gioco e realtà, Armando Editore, 1971.

Autrice: Lorella Cartia

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