Intimità e difesa: comprendere il meccanismo dell’evitamento
L’intimità è una dimensione fondamentale della vita psichica e relazionale che implica la possibilità di entrare in contatto profondo con se stessi e con l’altro, condividendo bisogni, emozioni e aspetti di fragilità.
Tuttavia, per alcuni l’intimità rappresenta una fonte di disagio, se non di vera e propria minaccia, tale da condurre a dinamiche di evitamento relazionale.
L’evitamento non va confuso con il disinteresse per le relazioni, ma come una modalità di regolazione emotiva che getta le sue basi nelle esperienze affettive precoci.
La teoria dell’attaccamento offre una chiave di lettura per comprendere questo meccanismo.
Secondo tale prospettiva, le prime interazioni con le figure di accudimento contribuiscono alla formazione di modelli operativi interni che orientano la percezione di sé e degli altri.
Quando il bambino cresce in un contesto in cui i bisogni emotivi non vengono riconosciuti o accolti in modo adeguato, può sviluppare uno stile di attaccamento detto evitante.
In questo caso, il sistema motivazionale dell’attaccamento viene progressivamente disattivato ed egli impara a non esprimere il bisogno di vicinanza, sviluppando un’apparente autonomia.
In età adulta, queste persone tendono a preferire l’indipendenza e a mantenere un certo distacco anche nei legami più significativi.
L’evitamento come strategia di regolazione
L’evitamento dell’intimità può essere definito come una strategia che consente di proteggersi dal timore del rifiuto o da prospettive di perdita, al prezzo però di una limitazione significativa della vita affettiva.
Esso si esprime attraverso specifici pattern relazionali quali: difficoltà a condividere pensieri ed emozioni, disagio di fronte alla vicinanza emotiva dell’altro, relazioni di coppia caratterizzate da instabilità e scarsa capacità nella comunicazione affettiva.
Alcuni possibili interventi in una prospettiva di cambiamento potrebbero essere:
- Identificazione dei propri schemi relazionali per favorire la consapevolezza e ridurre la resistenza al cambiamento;
- Concentrarsi sull’esperienza emotiva per imparare a riconoscere, tollerare e integrare i vissuti interni;
- Una valida relazione terapeutica potrebbe rappresentare uno spazio privilegiato per sperimentare una relazione di intimità emotiva in un contesto sicuro e protetto;
- Rispettare i propri tempi soggettivi e procedere con gradualità, poiché l’intimità si costruisce e si consolida attraverso vissuti relazionali basati sulla fiducia e non tramite imposizioni forzate.
L’evitamento dell’intimità è un fenomeno complesso, la cui spiegazione è da ricercare nella storia relazionale dell’individuo e rappresenta un tentativo di protezione da possibili esperienze emotive ritenute rischiose e, per questo, motivo di rifiuto e sofferenza.
Un approccio clinico adeguato può sostenere la persona verso una maggiore apertura alle relazioni, riducendo l’esigenza di distanza e trasformandola in possibilità di contatto autentico.
Un eventuale supporto terapeutico non dovrebbe avere la finalità di eliminazione delle difese, ma di lavorare nel renderle più flessibili, consentendo alla persona di accogliere gradualmente la vicinanza.
Per approfondire:
- Bowlby J, Una base sicura, Raffaello Cortina, 1989;
- Mikulincer M., Shaver P., L’attaccamento in età adulta, Las, 2013;
- Johnson S., Stringimi forte, Erickson, 2022
Autrice: Ilaria Corona