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Ti conosco, mascherina! Come comunicare oggi?

Ogni comportamento è comunicazione, compreso il silenzio” (P. Watzlawick)

Qualsiasi tipo di comportamento mettiamo in atto nella quotidianità costituisce una forma, anche non intenzionale, di comunicazione.
Ma cosa significa comunicare?
Dal latino “communicare”, tra i vari significati c’è quello di “rendere comune, far conoscere” e quindi condividere pensieri, emozioni e contenuti vari presupponendo sempre la presenza di un qualcuno, il ricevente, all’interno di una relazione.
In questi termini, la comunicazione diviene un processo dinamico tra l’emittente il messaggio e il ricevente in uno scambio reciproco e circolare attraverso la condivisione di codici astratti tipici del linguaggio e della sua forma non verbale.
La comunicazione e la relazione diventano, in tal modo, due concetti strettamente correlati ed interconnessi.
Watzlawick e gli studiosi della scuola di Palo Alto, con il primo assioma della comunicazione, ci sottolineano come sia impossibile non comunicare e che ogni elemento, persino il silenzio, una parola non detta o un gesto non mostrato (quello che Freud definiva “atto mancato”) come un appuntamento saltato o la mancata risposta ad un invito, siano essi stessi forme di comunicazione perché veicolano un messaggio specifico.
Sono innumerevoli gli elementi che ci permettono di cogliere ed interpretare le intenzioni comunicative dell’altro come il contesto in cui avviene la comunicazione, la postura, l’espressione del volto, la mimica facciale, la prossemica ovvero la distanza psicologica all’altro.
Ma se questi elementi della comunicazione non verbale (CNV) costituiscono dei fattori imprescindibili per interpretare ed attribuire un significato a ciò che l’altro ci dice, come si connotano le relazioni in un periodo come quello attuale che ci vede costretti a seguire delle disposizioni precise per limitare il contagio da coronavirus come indossare la mascherina o stare a debita distanza dall’altro?
Se l’espressione del volto ci viene sottratta da una mascherina e la vicinanza ci viene limitata da quel metro di sicurezza, come si può comunicare o comprendere ed interpretare correttamente il messaggio che il nostro interlocutore ci vuole inviare?
Le nostre relazioni rischiano di essere falsate o mantengono la loro autenticità?
Sicuramente, la nostra capacità di comunicare con l’altro necessita di un’ulteriore attenzione e cura proprio perché vengono a mancare alcuni elementi fondamentali come il sorriso o altre emozioni più immediatamente visibili come la rabbia attraverso l’osservazione della bocca o del naso.
Ciò ci pone davanti ad un cambiamento di prospettiva e alla possibilità di poter amplificare i nostri sensi e le nostre risorse per cogliere ciò che prima ci sfuggiva.
Questo vuol dire essere consapevoli che esistono molteplici modi di comunicare con l’altro, non solo con la voce, ma anche con il linguaggio del corpo, con i gesti, con i movimenti posturali, con il modo di vestirsi o di farsi i capelli.
Inoltre, se la bocca è la parte deputata maggiormente ad esprimere alcune emozioni o reazioni come la gioia o la tristezza e per questo è più spesso soggetta ad osservazione e valutazione inconscia, anche gli occhi costituiscono e diventano, ancor di più, una fonte importante di informazioni che ci permette di interpretare meglio e più fedelmente le emozioni autentiche rispondendo di conseguenza.
L’importanza di focalizzarsi sullo sguardo viene ben spiegata dalla cosiddetta Teoria della Mente (ToM) ovvero la capacità di comprendere uno stato mentale di un individuo partendo del comportamento manifesto insieme alla capacità di capire che tali stati mentali possano essere diversi dai propri.
Una cosa è certa, aldilà della sua scomodità, la mascherina ci ha fornito l’occasione per scoprire un nuovo modo di comunicare osservando ed usando il linguaggio del corpo e di altre sue parti, in particolare gli occhi, veramente come specchio dell’anima!

Per approfondire:

  • Camaioni L., La teoria della mente, Ed. Università Laterza, 1995;
  • Palmonari A., Cavazza N., Rubini M., Psicologia Sociale, Ed. Il Mulino, 2002;
  • Watzlawick P., Beavin J.H., Jackson D.D., Pragmatica della comunicazione umana, Ed. Astrolabio, 1971.

Autrice: Lorella Cartia