Studio di psicologia Corona – Cartia a Roma | info@studiopsicologiaroma.com

RICEVIAMO SU APPUNTAMENTO

Top

Oltre le parole: i benefici di un abbraccio

Ci servono quattro abbracci al giorno per sopravvivere.
Otto abbracci per mantenerci in salute.
Dodici abbracci per crescere” (Virginia Satir)

Il distanziamento sociale e l’isolamento iniziale cui i tempi attuali di coronavirus ci hanno costretti hanno comportato una serie di adattamenti ed aggiustamenti nelle abitudini, nei comportamenti e persino nelle relazioni e nel modo di interagire e comunicare con gli altri.
Anche i naturali gesti d’affetto come baci, abbracci e strette di mano hanno ceduto il posto a manifestazioni emotive più calibrate e affettate in nome di un senso di sicurezza personale e collettivo con un conseguente imbarazzo e un comune disagio all’incontro dell’altro.
La mancanza di tali espressioni emotive ha comportato spesso un sovrainvestimento nella comunicazione verbale come a colmare un vuoto affettivo difficile da sostituire…
Il contatto fisico, la vicinanza prossemica, il corpo come agente della relazione, sono tutti elementi che incidono profondamente sul nostro benessere psicofisico.
Ma perché è così importante un abbraccio?
Quali significati e quali benefici produce?
Sin dalla nascita, è proprio in un abbraccio (holding) che la madre riesce a contenere le angosce del proprio bambino offrendogli la protezione e la sicurezza di cui ha bisogno per crescere in maniera sana e funzionale, lontano dalle minacce esterne ed interne.
È dimostrato, infatti, che i bambini che vengono abbracciati più spesso, vivono meno esperienze stressanti da adulti.
Il potere di un abbraccio è quello di comunicare in maniera potente ed intensa all’altro ad un livello mentale ed emotivo più intimo di qualsiasi parola entrando a contatto con lo spazio dell’altro e condividendone sensazioni, emozioni e percezioni.
Anche se gli abbracci sono un atto quotidiano, stabiliscono un linguaggio simbolico sia per la persona che lo dà, sia per quella che lo riceve.
Numerose ricerche e studi scientifici hanno dimostrato che l’atto di abbracciarsi provoca numerosi vantaggi innanzitutto dal punto di vista psicologico:

  • migliora la nostra autostima facendoci fronteggiare le avversità in maniera più efficace;
  • accresce il nostro senso di sicurezza riducendo il senso di solitudine;
  • allontana la paura della morte e le inquietudini personali;
  • arricchisce le relazioni interpersonali in termini di sinergia, fiducia e condivisione.

Ma anche da un punto di vista neurobiologico, un abbraccio porta con sé importanti benefici:

  1. consente il rilascio dell’ossitocina, un neurotrasmettitore denominato “ormone dell’amore” perché incide favorevolmente sulla salute psicofisica;
  2. aumenta la produzione di endorfine, responsabili delle sensazioni di piacere che abbassano anche la percezione del dolore;
  3. comporta la diminuzione di cortisolo, l’ormone responsabile dell’aumento dello stress.

Mentre due persone si abbracciano, infatti, i tracciati elettroencefalografici, inizialmente diversi, cominciano a diventare sempre più simili, come in una sorta di sincronizzazione cerebrale, fino a sovrapporsi e ad armonizzarsi tra loro.
È in questo modo che in un abbraccio si fondono non solo due corpi ma due anime e due menti attraverso la creazione di uno spazio di intimità reciproco.
E allora, nelle situazioni di lontananza ed isolamento sociale iniziamo a valorizzare le molteplici qualità di un abbraccio e impariamo quanto silenzio ci possa essere in un abbraccio e, allo stesso tempo, quanto si possa dire attraverso di esso!

Per approfondire:

  • Bowlby, J., Attaccamento e perdita, Boringhieri, 1973;
  • Rivière C., Guarire con un abbraccio. La forza benefica della terapia delle coccole, Ed. Armenia, 2016;
  • Welch Martha G., L’abbraccio che guarisce. La tecnica corporea dell’holding per eliminare capricci, gelosie, accessi d’ira dei bambini, Red Edizioni, 2006.

Autrice: Lorella Cartia