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Violenza domestica: quel mostro dentro casa…

Per violenza domestica si intende l’insieme di maltrattamenti fisici, psicologici, verbali e/o sessuali che si manifestano, a volte protraendosi per lungo tempo, all’interno di una relazione affettiva e intima, come il matrimonio o la convivenza, comunque nell’ambiente familiare.
Tale efferata forma di aggressione e deprivazione della dignità e della libertà della vittima, che subisce svariate forme di abuso, tende ad essere agita prevalentemente dagli uomini contro le donne, all’interno del contesto della propria casa, quel luogo che dovrebbe essere protettivo, sicuro e che, invece, viene trasformato in una vera e propria gabbia di sofferenza, paura, umiliazione e minacce.
Qualunque azione compiuta dal maltrattante mira soprattutto al dominio, all’affermazione di quel senso di potere che può essere consolidato solo attraverso il totale controllo dell’altra persona.
Tra le varie forme di violenza possiamo annoverare le aggressioni fisiche, come le percosse e le ferite inferte, ma anche le aggressioni verbali, fatte di umiliazioni, derisioni, insulti e minacce, spesso accompagnati da deprivazioni economiche e divieti, come quello semplicemente di uscire con amici o anche da sole, oltre che gli abusi sessuali.
In questo contesto, devono essere ritenuti veri e propri atti di brutale violenza i rapporti sessuali imposti sotto minaccia, anche all’interno di una relazione matrimoniale!
Qualunque tentativo di controllo dell’altra persona, che mira alla prevaricazione della sua personalità e della sua libertà, non può che essere considerato un comportamento maltrattante.
Si tratta di un’effettiva violazione dei diritti umani della donna che conduce a conseguenze drammatiche e spesso indelebili, a traumi difficili da elaborare senza un sostegno, sia su un piano fisico (gravi lesioni, a breve e a lungo termine, come disabilità, fratture, sindromi da dolore cronico) sia su un piano emotivo e psicologico (disturbi d’ansia e attacchi di panico, insonnia, depressione, disturbo da stress post-traumatico o disturbi psicosomatici).

Le donne maltrattate non sono le uniche vittime della violenza domestica, anche i loro figli, purtroppo, subiscono le drammatiche e traumatiche conseguenze di quella che viene chiamata la violenza assistita.
È noto quanto questa forma di violenza sia da considerarsi, per i bambini o gli adolescenti che assistono, fragili ed impotenti, alle aggressioni perpetrate contro la propria madre, tra le esperienze traumatiche che più segnano il presente oltre che il loro futuro.

Sono traumi che condizionano negativamente la salute mentale, lo sviluppo emotivo e psicologico del bambino e la sua capacità di instaurare, anche da adulto, relazioni interpersonali stabili, funzionali e affettivamente soddisfacenti.
La violenza domestica distrugge, quindi, la possibilità per i bambini di vivere in un ambiente sicuro, privandoli del loro inalienabile diritto di crescere serenamente, protetti e amati dai propri genitori. Da non dimenticare che l’essere stati esposti ripetutamente a violenze e abusi da bambini costituisce un importante fattore di rischio per divenire, a propria volta, adulti maltrattanti.
Conoscere le conseguenze della violenza domestica può aiutare a comprendere la sofferenza, la paura e l’impotenza di chi la subisce ogni giorno e a spezzare quel circuito di altrettanto violento silenzio che spesso sostiene questo fenomeno, rendendolo ancora più efferato e dannoso.
Saper riconoscere la violenza costituisce il primo passo per richiedere e ricevere aiuto. Intervenire sul coniuge o sul genitore maltrattante, sulla vittima e sui figli, diventa indispensabile anche per interrompere il circuito dell’abuso e la trasmissione di schemi comportamentali maltrattanti e disfunzionali tra le generazioni.

Per approfondire:

  • Muscialini N., De Maglie M., In dialogo. Riflessioni a quattro mani sulla violenza domestica, Settenove, Cagli, 2017;
  • Schimmenti V., Capraro G., Violenza sulle donne. Aspetti psicologici, psicopatologici e sociali, Franco Angeli, Milano, 2016.

Autrice: Ilaria Corona