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forchetta, cibo

Cibo e rappresentazione del sé: nutrirsi di relazioni

Mangiare è da ritenersi come una delle fondamentali attività umane finalizzate alla sopravvivenza, sia individuale che della specie.
Ma non solo! Quello dell’alimentazione è un terreno nel quale troviamo inevitabilmente correlati corpo e mente, individuo e società e, soprattutto, la rappresentazione della natura delle specifiche relazioni, sia con il Sé che con la famiglia e la società.
Partendo dai primissimi vissuti infantili in tema di nutrizione, è possibile riscontrare nella fase dell’allattamento quanto questa sia la principale forma di relazione in cui il bambino sperimenta il legame affettivo con la propria madre, esperienza che filtra non solo attraverso il contatto fisico con lei, ma anche in base a come il cibo viene fornito, se con amorevolezza e dolcezza, oppure in maniera distanziante e poco attenta.
Mangiare, allora, può divenire contemporaneamente esperienza di tenerezza e affetto, ma anche sinonimo di distanza o, addirittura di distruzione e aggressività.
Per comprendere ciò, basterebbe soffermarsi sulle azioni associate al mangiare, quali mordere, triturare e distruggere, che divengono canali di rappresentazione e manifestazione di un’emozione di base come la rabbia.
Il cibo, inoltre, è da ritenersi come oggetto di mediazione nelle relazioni, poiché si apprende dagli altri e si condivide, divenendo così anche luogo di incontro col sociale e di contatti interpersonali, sia interni che esterni alla famiglia.
In tale ottica, è possibile leggere dietro al rifiuto del cibo, sintomo comunemente riscontrato nei disturbi che investono la sfera alimentare, un modo indiretto di rifiutare l’altro, attaccando la relazione.
E cosa succede in adolescenza rispetto ai cambiamenti alimentari?
Le modificazioni tipiche di questa delicatissima fase del ciclo vitale di un individuo, ma anche del suo stesso sistema famigliare, investono la sfera psicofisiologica e sociale, oltre che quella alimentare.
Tali evidenti cambiamenti spingono l’adolescente nella direzione di provare nuove esigenze alimentari, necessarie alla soddisfazione di altrettanti nuovi bisogni, o segnalare specifiche problematiche. Ad esempio, le trasformazioni fisiologiche dell’adolescente, conducono alla necessità di soddisfare bisogni calorici maggiori, mentre in ambito più strettamente psicologico, si fa strada il tentativo di allontanarsi da tutto ciò che riconduce indirettamente all’infanzia, rottura simbolicamente rappresentata dal rifiuto di quegli alimenti consumati in precedenza, rifiuto spesso destabilizzante per i genitori, che si vedono immersi in una nuova realtà, non affatto di facile accettazione e gestione.
Inoltre, gli evidenti e repentini cambiamenti fisici che l’adolescente vive, possono renderlo estremamente sensibile alle critiche altrui sul proprio corpo, alimentando una necessità di agire un controllo sul suo aspetto, che può manifestarsi anche attraverso la scelta di rifiutare il cibo, fare diete o dedicarsi a drastiche restrizioni alimentari.
Ecco allora che il terreno della nutrizione e dell’alimentazione diventa quel banco di prova per la definizione di Sé, per ricercare l’autonomia e l’indipendenza dai mandati familiari, dalle regole di obbedienza ad essi e per sperimentare il controllo.
Rifiutare un pasto a tavola con la propria famiglia segnala, spesso, l’intento di sfidare l’autorità genitoriale e quelle regole educative che passano attraverso il rispetto e l’obbedienza, nel tentativo di affermare così la propria capacità di controllo e di autonomia, prendendo distanza nella relazione con i genitori.
In conclusione, mangiare dunque rappresenta per l’adolescente un’esperienza centrale che segna il passaggio verso il processo di separazione/individuazione, tipico di questa fase di vita.
Attraverso l’alimentazione e le scelte che fa attorno a questo ambito, può ricercare la propria autonomia e imparare a ridefinire se stesso, a regolarsi su nuovi modelli sociali, nella relazione con i pari, nella posizione che occupa all’interno della famiglia, in tutte quelle che sono le sue nuove appartenenze!

Per approfondire:

  • Birraux A., L’adolescente e il suo corpo, Borla, 1993;
  • Klein M., Riviere J., Amore, Odio e Riparazione, Astrolabio, 1969;
  • Lupton D., Food, the Body and the Self, Sage, 1996 (Ed. Italiana L’anima nel piatto, Ed. Il Mulino, 1999).

Autrice: Ilaria Corona