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Son finite le vacanze: lo spauracchio del rientro!

Se uno passasse un anno intero in vacanza, divertirsi sarebbe stressante come lavorare.
(W. Shakespeare)

L’estate porta con sé un periodo di rilassamento, di svago o quantomeno di riposo in cui alcuni si sono concessi la vacanza da sogno nel posto più lontano raggiunto, altri hanno scelto posti affollati e tipicamente turistici in cui lasciarsi cullare dalle onde di mari esotici, altri ancora hanno preferito il silenzio e la vastità della montagna da cui farsi avvolgere affrontando sentieri ripidi e altezze vertiginose.
Poi ci sono quelli che, pur non essendo partiti, sono comunque riusciti a mantenere un “assetto mentale di vacanza”.
In che modo?
Godendosi appieno ciò che hanno, focalizzandosi in misura maggiore sulle persone che amano, su ciò che fanno in maniera più consapevole evitando di farsi travolgere da quella routine quotidiana che spesso ci fa perdere il contatto con noi stessi e con i nostri cari.
Nella maggior parte dei casi, le vacanze ci lasciano come effetto immediato una sensazione diffusa di benessere e una dose di energia che avevamo precedentemente esaurito.
Anche i viaggi in compagnia, siano amici, partner o la famiglia, ci hanno dato la possibilità di rafforzare e consolidare legami già presenti o appena creati, grazie alla condivisione di esperienze e di aneddoti, spesso documentati da una quantità innumerevole di foto e video, o souvenir e magneti.
Ma che succede al ritorno dalle vacanze?
L’idea di tornare ai propri obblighi precedenti la vacanza rinunciando a tutto quel tempo libero che ci eravamo riusciti a dedicare e a valorizzare, a volte, può condurci ad una sensazione di malessere psicofisico generalizzato accompagnato ad una stanchezza e ad un abbassamento del tono dell’umore dovuto al repentino cambiamento di abitudini.
Capita di frequente che la ripresa delle attività scolastiche o lavorative e della quotidianità possa portare per molti una forma di stress, il cosiddetto stress da rientro, caratterizzata da mal di testa, dolori muscolari, influenza, calo della concentrazione, una sensazione di stordimento e sentimenti di tristezza o irascibilità.
L’impatto con la routine o con il lavoro, soprattutto se immediato può, infatti, d’improvviso farci perdere quella sensazione di benessere che avevamo provato al punto da percepirla come un ricordo lontano anche quando siano passati pochi giorni.
Lo stress che ne deriva va comunque considerato come una risposta naturale che il nostro cervello e il nostro corpo hanno sviluppato per reagire a tali cambiamenti e, se ben gestito, funzionale ad essi.
Ecco che allora un modo per non perdere gli effetti benefici delle vacanze e protrarli più a lungo potrebbe essere, soprattutto al rientro e se non si è subito oberati da una mole di cose da fare, quello di sfruttare le pause e il tempo libero per ritrovare quella dimensione di rilassamento che ci aveva consentito di ricaricarci.
Se siamo stati bravi a non lasciare la scrivania piena di adempimenti che avremmo assolto al ritorno, un’altra strategia quando possibile, è fare in modo di ritagliarsi uno o due giorni soft prima di rituffarsi a pieno ritmo nelle proprie attività per avere un tempo di elaborazione maggiore che gradualmente ci riporti alla dimensione di quotidianità.
Tutto il resto lo fa la nostra capacità innata di riadattamento!

Per approfondire

  • Di Nuovo, S., Lo stress del turista. Psicologia contemporanea (209), 36-41, 2008;
  • Eden, D., Vacations and other respites: Studying stress on an off the job. In C. L. Cooper, & I. T. Robertson (Eds.), International review of industrial and organizational psychology (Vol. 16, pp. 121–146). New York: Wiley, 2001;
  • Etzion, D., Annual vacation: Duration of relief from job stressors and burnout. Anxiety, Stress and Coping: An International Journal, 2003.

Autrice: Lorella Cartia