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La maternità in tarda età: sfide, sogni e nuove opportunità

La scelta di diventare madre in tarda età sembrerebbe essere sempre più comune, ma innegabilmente si tratta di un tema che pone non poche preoccupazioni personali, sociali e mediche. Negli ultimi decenni, a seguito dei numerosi cambiamenti sociali e culturali, la maternità è stata posticipata per svariati motivi, legati ad esempio all’esigenza di concentrarsi sulla carriera professionale, sull’autorealizzazione o sul raggiungimento di una stabilità economica e relazionale.

Quali sono alcuni risvolti psicologici della maternità in tarda età?

La donna che decide di diventare madre dopo i 40 anni ha spesso costruito una maggiore consapevolezza di Sé, della propria identità e delle personali esigenze, aspetti che potrebbero rendere più serena la prospettiva di viversi la maternità.
Allo stesso tempo, potrebbe trovarsi a sperimentare diverse e nuove paure legate alle prospettive sul futuro, come il timore di non avere energie sufficienti per crescere un figlio o di non essere all’altezza di offrirgli adeguata disponibilità e vitalità, paure queste che, sebbene siano del tutto naturali, potrebbero costituire un ostacolo nel viversi con soddisfacimento e gratificazione l’esperienza della maternità.
Secondo lo psicologo E. H. Erikson, grazie all’esperienza di vita che caratterizza le donne più mature, potrebbe essere favorito un approccio più equilibrato alla genitorialità, dovuto anche al fatto che possano essere state risolte molte crisi identitarie, tipiche di fasi del ciclo vitale precedenti, al punto da godere di risorse psicologiche più consolidate e stabili.

Come si potrebbe affrontare la maternità in età avanzata?

Se si sta pensando di diventare madre in tarda età, è fondamentale prepararsi in modo consapevole. Potrebbe essere utile per vivere al meglio questa esperienza:

  • Non trascurare la salute fisica e tenerla adeguatamente monitorata dal momento che i rischi fisici tendono ad aumentare con l’età, come maggiori complicazioni durante la gravidanza o infertilità.
  • Viversi le emozioni anche quando sono contrastanti, poiché è del tutto normale sperimentare da un lato emozioni positive, come gioia ed eccitazione, e dall’altro sentirsi sopraffatte da paure, ansie e preoccupazioni. Parlarne senza timore può rivelarsi molto utile per condividere e per ricevere supporto emotivo.
  • Crearsi una buona rete di sostegno circondandosi di persone significative, come amici e familiari, che forniscano quegli aiuti di carattere pratico ed emotivo capaci di dare concreto supporto e favorire un vissuto più sereno della maternità.
  • Prendersi del tempo per adattarsi al cambiamento sia fisico che del proprio stile di vita senza per questo sentirsi incapaci o inadeguati, ma riconoscendo che il percepirsi disorientati è del tutto naturale.

Divenire madri in tarda età rappresenta un fenomeno complesso sul piano biologico, psicologico e sociale.
Se da una parte ci sono importanti sfide legate alla salute fisica e alle preoccupazioni future, dall’altro le donne mature potrebbero vivere la maternità con più consapevolezza e maggiore stabilità emotiva.

Per approfondire:

  • Bonzini M. Cattaneo M., La psicologia della genitorialità, Il Mulino, 2015;
  • D’Alessandro F., Pons F., La maternità al tempo del cambiamento, Franco Angeli, 2018;
  • Gatti A., Maternità e identità: Le sfide psicologiche della maternità in tarda età, Giunti Editore, 2013;
  • Riva S., Savioli S., La maternità in età avanzata: Psicologia e salute, Mondadori, 2010.

Autrice: Ilaria Corona

 

 

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