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I ruoli della donna: identità in conflitto!

Il cambiamento della condizione femminile ha comportato, per le donne, una nuova identificazione con una pluralità di ruoli che non riguardano più, come tradizione vuole, solo l’ambito domestico (la donna casalinga, madre e moglie!), ma anche l’esterno, come le richieste legate alla sua eventuale posizione lavorativa.
Attraverso tale molteplicità di ruoli e compiti ad essi annessi, emerge una nuova realtà che conduce la donna a sperimentare posizioni sociali che da sempre l’avevano vista esclusa, motivo per cui il raggiungimento di queste attuali condizioni viene per lei ad essere definito come una conquista e non come un diritto che le sarebbe da sempre dovuto spettare, paritariamente alla posizione dell’uomo!
Assistiamo qui ad un evidente paradosso che coinvolge, senza distinzione, sia le donne che gli uomini!
In accordo con quanto afferma Chiara Saraceno, tale paradosso è rappresentato dal fatto che la donna continua a svolgere la funzione esclusiva, immodificabile per la sua stessa natura, di dare alla luce i figli, prendersi cura di loro con l’assegnazione di competente e compiti di accudimento riconosciuti alla madre come figura genitoriale primaria, ma non solo.
Il mandato di accudimento non riguarda solo la prole, ma investe anche le cure che si rivolgono al partner.
In questa realtà, resta però prerogativa del ruolo maschile l’etichetta di colui che incarna il potere e l’autorità all’interno, soprattutto, del contesto familiare!
Inevitabile, allora, notare il forte contrasto di fondo alle due condizioni maschile/femminile: all’uomo si consegna lo scettro dell’indipendenza, nonostante le sue esigenze di cura che lo segnalerebbero come dipendente dalla donna; di contro, anche la posizione femminile sperimenta una forte ambivalenza, dovuta ai cambiamenti societari e alle “conquiste” raggiunte dove, da una lato il superamento dei modelli tradizionali le rinviano il messaggio implicito di mostrarsi competitiva e presente nel campo della propria professione (esigenze legate al mondo esterno), dall’altro permane comunque l’immutabile ruolo di genitore primario che la richiama a dinamiche di accudimento sia materno che coniugale (esigenze legate al mondo interno): un bel caos difficile da equilibrare!!
Una evidente fusione di ruoli tra “vecchi e nuovi”, con richieste diametralmente opposte e spesso inconciliabili che rischiano di produrre confusione, difficoltà identitarie, incapacità di integrazione ed interiorizzazione delle richieste stesse, che possono poi tramutarsi facilmente in conseguenze sintomatologiche più o meno complesse, come nervosismo, vissuti depressivi, ansia, problematiche nell’attaccamento sia con i figli che con il partner o, ancora, disturbi alimentari.
In conclusione, è pertanto possibile osservare quanto l’evoluzione del ruolo della donna nella nostra società l’abbia condotta alla necessità di rispondere, anche piuttosto efficientemente, a molteplici mandati contemporaneamente, legati ai vari ruoli domestici e sociali che è chiamata a ricoprire, i quali, se da un lato le consegnano, almeno apparentemente, tutto quello che le era stato assolutamente negato, dall’altro la pongono di fronte ad un ineluttabile ed elevato rischio… quello di vedersi sempre più allontanata da se stessa e dalle proprie effettive esigenze, impossibilitata a sintonizzarsi con i suoi specifici bisogni!

Per approfondire:

  • Busoni M., Genere, sesso, cultura, Carocci, Roma, 2000;
  • Irigay L., Etica della differenza sessuale, Feltrinelli, Milano, 1985;
  • Molfino F., Zanardi C., Sintomi, corpo, femminilità, Clueb, Bologna, 1999;
  • Saraceno C., La dipendenza costruita e l’interdipendenza negata. Strutture di genere della cittadinanza, in A.A. V.V., Il dilemma della cittadinanza. Diritti e doveri delle donne, Laterza, Bari, 1993.

Autrice: Ilaria Corona