Studio psicologia a Roma | Contattaci

RICEVIAMO SU APPUNTAMENTO | PSICOTERAPIA ONLINE

Top

Dalla narrazione alla trasformazione: quando parlare diventa cura

In ambito psicoterapeutico, una funzione importante è rappresentata dalla parola.
Parlare infatti non è solo utile per descrivere sintomi o eventi, ma si può considerare come un processo che trasforma.

Ma cosa significa esattamente l’espressione “parlare cura”?

In che modo l’atto di esprimere, nominare e condividere pensieri, emozioni e ricordi favorisce il benessere psicologico?
Il linguaggio come strumento di regolazione emotiva
Parlare di sé è sia un atto comunicativo che un effettivo processo di regolazione emotiva.
Le esperienze emotive in assenza di una forma espressiva simbolica rischiano di restare implicite. Ecco perché il processo di trasformazione di un’esperienza in parole e narrazioni (processo definibile di simbolizzazione) permette di accedere alla coscienza e alla possibilità di regolazione, esplicitando ed esternando.
In altri termini, ciò significa che parlare e raccontare consentono una ridefinizione dell’esperienza emotiva, integrando l’emozione in una rappresentazione mentale più ampia e gestibile.
Nell’ambito della relazione terapeutica, parlare cura non solo perché favorisce, per i suddetti motivi, l’elaborazione interna ma soprattutto perché avviene in un contesto di ascolto empatico e sintonico che permette alla persona di sentirsi compresa e non giudicata, creando un ambiente interno più stabile e sicuro in cui poter esplorare anche i contenuti più dolorosi.
Una tra le più importanti funzioni del linguaggio è quella di permettere la narrazione di storie personali che non sono semplici resoconti di eventi, ma strutture cognitive che danno senso all’esperienza e definiscono l’identità.
Supportare una persona nella riorganizzazione della propria narrazione può facilitare una ristrutturazione cognitiva ed emotiva che va oltre la semplice descrizione del contenuto.

Come facilitare il potere curativo della parola

Esistono alcune strategie che possono aiutare a rendere il “parlare” un atto terapeutico, come:

  • Utilizzare domande aperte in grado di incentivare la funzione riflessiva, piuttosto che domande chiuse;
  • Ridefinizioni empatiche per facilitare il processo di simbolizzazione di emozioni complesse;
  • Invitare alla scrittura di un proprio diario come attività che può estendere la narrazione anche fuori dalle sedute.

Parlare cura, ma non è un rimedio universale e privo di limitazioni.
In alcuni casi di esperienze traumatiche e particolarmente dolorose è necessario prestare grande attenzione ad un’adeguata e funzionale modulazione delle parole e delle narrazioni per evitare rievocazioni difficili da gestire e fonte di un acutizzarsi del trauma stesso.
Inoltre, non tutte le forme di espressione verbale portano a cambiamenti poiché un ruolo importante e determinante è rivestito dalla qualità della relazione, nonché dal contesto in cui questa si costituisce.
Parlare permette, quindi, di regolarsi emotivamente, di integrare esperienze frammentate, di costruire narrazioni coerenti e di sperimentare una relazione che attiva processi di attaccamento e sicurezza.
La psicologia e le neuroscienze offrono un quadro sempre più solido per comprendere come la parola favorisca trasformazioni psicologiche anche molto profonde.

Per approfondire:

  • Fonagy P., Gergely G., Target M., Attaccamento e funzione riflessiva, Raffaello Cortina, 2001;
  • Greenberg L.S., I processi del cambiamento emozionale, Las, 2000;
  • Siegel D.J., La mente relazionale: neurobiologia dell’esperienza interpersonale, Raffaello Cortina, 2021.

Autrice: Ilaria Corona

error: Contenuto protetto !!