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Sotto l’albero: il Natale che vorrei…

Cosa vorrei sotto l’albero?
Vorrei che ogni bambino trovasse due occhi sempre nuovi per non perdere mai la capacità di sgranarli sorprendendosi davanti alle meraviglie della natura, e una bocca spalancata per poter esprimere lo stupore per la vita!
Vorrei che, per una notte, ogni adulto trovasse una lanterna per poter illuminare gli angoli più bui del proprio cuore e riscoprire dentro di sé quel bambino dimenticato, potergli rivolgere un abbraccio e sussurrargli “Da oggi ci sono io con te!”
Vorrei che ogni mamma trovasse sotto l’albero un profumo all’essenza di autostima e di sicurezza in se stessa e ne mettese ogni giorno una goccia per potersi sentire all’altezza del proprio figlio per quello che lei è e che può fare, che sarà sempre il massimo del suo meglio!

Vorrei che ogni persona trovasse sotto l’albero uno specchio per potersi rispecchiare nel vicino, che sia alto o basso, nero o bianco, o bianconero, operaio o imprenditore, tifoso o giocatore…
Vorrei che per una notte i “buuuu” che sentiamo allo stadio fossero l’inizio di un nuovo augurio “buuuu… on …”, seguito da ciò che si auspica per l’altro!
Vorrei che, per una notte, i barconi pieni di donne, uomini e bambini disperati si trasformassero in navi da crociera per regalare speranza, gioia e divertimento ai naviganti verso mete certe…
Vorrei che la gente che corre freneticamente e senza sosta trovasse, sotto l’albero, un orologio che segna solo i secondi per apprezzare lo scorrere di un tempo senza scadenze o ritardi!
Vorrei che, per una notte, in metropolitana ci fosse uno scambio reciproco di sguardi e di parole e che non si perdessero nello schermo di un cellulare!
Vorrei che, chi dice di aver già visto tutto in questo mondo, trovasse un paio di occhiali nuovi per guardare da un’altra prospettiva le cose che ha intorno, le stesse, ma in modo diverso!

E poi vorrei…
che le coppie che litigano smettessero di puntarsi il dito contro e si guardassero dentro trasformando le accuse in scuse…
che le famiglie si ascoltassero davvero accogliendo le diversità di ciascuno dei componenti che le rendono uniche e preziose…
che ogni genitore donasse ai propri figli accanto alle radici, le ali per volare in alto…
che chi si sente solo percepisse di appartenere comunque a qualcosa in questo strambo mondo…

Vorrei, caro Babbo Natale,
o Dio, o Provvidenza,
o dea bendata, o destino,
o come ognuno di noi sceglie di chiamarti,
che questo non durasse solo una notte!
Ecco, questo è il Natale che vorrei…

Autrice: Lorella Cartia