Staccare la connessione: il digital detox
Con l’espressione digital detox si fa riferimento ad un periodo più o meno prolungato in cui ci si impegna intenzionalmente a prendersi una pausa dall’utilizzo di qualunque dispositivo tecnologico, con l’intento di migliorare le proprie condizioni di vita, alleggerire il senso di oppressione quotidiana, spesso conseguenza dell’uso spasmodico di strumenti digitali, rifornirsi di nuove energie e ripristinare il giusto equilibrio tra la realtà e la virtualità.
Perché la disintossicazione dal digitale sta divenendo sempre più necessaria e praticata?
Per quanto si possa scegliere di staccare completamente la spina, oppure limitarsi ad una riduzione del tempo da dedicare all’uso di computer, app, smartphone o tablet, in entrambi i casi il bisogno di base è poter ritrovare il giusto contatto con l’ambiente circostante ed investire quel tempo e quello spazio in attività che permettano di raggiungere il benessere.
Essere costantemente iperstimolati da informazioni che filtrano tramite la tecnologia potrebbe avere un impatto negativo sulla salute e determinare conseguenze nocive a breve o lungo termine, sia sul piano cognitivo (incidere nel calo delle capacità di attenzione e concentrazione) sia su quello psicologico ed emotivo (aumentando i livelli di ansietà e di stress, fino ad arrivare in alcuni casi più estremi a forme preoccupanti di dipendenza o danneggiare le relazioni sociali).
Per tali motivi, disconnettersi può contribuire ad ottenere alcuni vantaggi, tra cui:
- Migliorare la gestione del proprio tempo ed essere più produttivi in altre attività, lavorative, scolastiche o ludico ricreative;
- Concedersi più spazi e libertà per vivere il tempo presente, rivalutando le proprie priorità con maggiore attenzione;
- Uscire dal rischio di solitudine ed isolamento che spesso l’immersione in una realtà virtuale rischia di determinare;
- Divenire più consapevoli di come ripristinare il giusto equilibrio tra il tempo trascorso online e quello investito in altre importanti mansioni che quotidianamente si è chiamati a svolgere.
Qualora si decidesse di concedersi un periodo di digital detox, l’aspetto primario da valutare è quale obiettivo si desidera raggiungere al fine di trovare la spinta motivazionale per il mantenimento del percorso intrapreso.
Successivamente, potrebbe essere utile stabilire concretamente delle fasce orarie in cui non utilizzare dispositivi ed impiegare questo tempo diversamente, concedendosi ad esempio occasioni di svago o di interazione sociale.
Altrettanto importante sarà cercare di rimanere “connessi” al momento che si sta vivendo nel qui ed ora, assaporando le emozioni sperimentate.
Dopo una fase di disintossicazione, riprendere l’utilizzo dei dispositivi digitali potrebbe permettere di arrivare alla consapevolezza di continuare in futuro ad utilizzarli in modo più sano e funzionale, come mezzi finalizzati all’informazione o alla condivisione, senza divenirne prigionieri a discapito della propria autenticità e libertà.
Per approfondire:
- Levy P., Il virtuale, Meltemi, 2023;
- Pacilli M.G., Giovannelli I., Spaccatini F., Psicologia sociale dei media digitali, Maggioli Editore, 2021;
- Petrocelli M., Incoscienza digitale, Lastaria Edizioni, 2022;
- Tennenini R., Schiavi digitali, Passaggio al Bosco, 2019.
Autrice: Ilaria Corona