Gli equilibri nascosti: viaggiare tra i ruoli della famiglia
Secondo la prospettiva sistemico relazionale, la famiglia non è la semplice somma dei suoi membri, ma un sistema interconnesso e dinamico dove i ruoli familiari tendono a mantenersi stabili, quasi fossero copioni comportamentali assegnati a ciascuno con l’obiettivo comune di mantenere l’omeostasi interna, ossia l’equilibrio del sistema familiare.
Questi ruoli rischiano però di diventare problematici quando eccessivamente rigidi e limitanti la flessibilità del sistema, ostacolando così lo sviluppo autentico del singolo.
Ma qual è la funzione dei ruoli?
Tutti i ruoli assolvono una funzione precisa per la famiglia e possono avere diverse utilità, tra cui quella di spostare un conflitto, ad esempio nella coppia genitoriale, deviando la tensione su un membro, come il figlio, definito portatore di una problematica; oppure mantenere stabile l’equilibrio negando la disfunzione, ad esempio rimandando all’esterno un’immagine di serenità e normalità.
Saper individuare e riconoscere i vari ruoli non ha la finalità di etichettare, ma di permettere una maggiore comprensione delle funzioni che esercitano.
Quali possono essere alcuni ruoli all’interno delle famiglie?
- Il Capro Espiatorio
Questo membro del sistema è solitamente il portatore del sintomo della famiglia. Su di lui vengono dirette e scaricate frustrazioni e conflitti non risolti. Il suo comportamento spesso definito problematico produce una concentrazione di attenzione che viene distolta da altre latenti problematiche, come una crisi coniugale. Il capro espiatorio, in modo del tutto involontario, permette al sistema di unirsi verso un comune obiettivo, impedendo così una crisi più profonda.
- Il Mediatore
Il mediatore si presenta come il membro dotato di maggiore sensibilità che attiva comportamenti finalizzati a contenere litigi o discussioni, assorbendo la tensione. Sebbene fondamentale per il mantenimento dell’armonia, la sua presenza impedisce ai membri di sviluppare capacità autonome di risoluzione dei problemi, oltre a subire un eccessivo carico emotivo.
- L’Eroe
È solitamente il membro del sistema che si fa carico della responsabilità di sanare l’immagine della famiglia tramite i propri successi, scolastici, sportivi o lavorativi. L’Eroe è alla continua ricerca dell’eccellenza poiché avere successo equivale alla prova che tutto sta andando per il meglio. Su di lui però la pressione che viene esercitata è forte e rischiosa laddove un possibile fallimento venga ad essere motivo di crollo non solo per il singolo, ma per l’intero sistema.
- Lo Scomparso
Lo scomparso o invisibile è colui che non partecipa, che si estranea, si ritira dalle scene familiari per non recare ulteriori difficoltà. La sua modalità protettiva è fatta di silenzio e isolamento.
I principali obiettivi che si potrebbero raggiungere attraverso un eventuale supporto terapeutico, dopo aver preso coscienza dei rispettivi ruoli, riguardano il sostenere ogni membro della famiglia a separare la propria identità dal ruolo rigido che gli è stato consegnato, portare alla luce i mandati impliciti e attivare una visione circolare delle relazioni per cui il comportamento di ognuno è sempre risposta del comportamento degli altri.
Riconoscere di aver agito un ruolo rigido nella propria famiglia d’origine rappresenta la chiave per mettere a fuoco i propri schemi relazionali attuali e poter ridisegnare l’identità personale in modo più autentico e privo di vincoli.
Per approfondire:
- Andolfi M., La terapia della famiglia, Astrolabio Ubaldini, 1978;
- Boscolo L., Cecchin G., Hoffman L., Penn P., Clinica del doppio legame, Raffaello Cortina Editore, 1985;
- Haley J., Terapie non comuni, Astrolabio Ubaldini, 1980.
Autrice: Ilaria Corona