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Famiglie disfunzionali: tra conflitti, tensioni e speranza di cambiamento

Quando si parla di famiglie disfunzionali si fa riferimento a quei sistemi familiari in cui non sussiste la possibilità di reciproco e sano sostegno, ma che presentano dinamiche relazionali tali da generare presumibilmente conflitti e incomprensioni che potrebbero avere effetti dannosi sullo sviluppo emotivo di tutti i membri della famiglia.
Dal punto di vista del modello sistemico relazionale, una famiglia è vista come un “sistema” nel quale ogni comportamento, agito, parola o emozione di ciascuno dei suoi membri si ripercuote su tutti gli altri.
In quest’ottica anche la specifica difficoltà del singolo è da rileggere come risultato di un disequilibrio nelle relazioni familiari.

Cosa si intende per famiglia disfunzionale?

Alcuni segnali che possono rimandare alla disfunzionalità di un sistema familiare sono:

  • Interruzione o distorsione delle dinamiche comunicative spesso dovute alla presenza di segreti, silenzi o comunicazioni aggressive per cui i membri non riescono ad esprimere adeguatamente i propri bisogni o emozioni.
  • Rigidità dei confini e confusione dei ruoli, in alcune famiglie i ruoli diventano troppo rigidi o, viceversa, invertiti e confusi come nel caso in cui un figlio piccolo assuma il ruolo di dover accudire e prendersi cura del genitore.
  • Conflitti accumulati e non superati tali da creare un clima di tensione e di incomprensioni reciproche.

Come poter affrontare la disfunzionalità familiare?

Per provare ad affrontare le difficoltà familiari sarebbe dapprima necessario prendere consapevolezza della disfunzionalità nelle dinamiche relazionali e dei rischi ad essi annessi, così da poter successivamente collaborare nell’intento reciproco di agire cambiamenti che possano favorire un funzionamento più sano di tutto il sistema.
Sarebbe opportuno pertanto:

  • Provare a modificare la comunicazione nella direzione di una maggiore chiarezza ed apertura all’altro, utilizzando una forma di ascolto attivo e di supporto all’espressione delle soggettive emozioni, piuttosto che attraverso modalità accusatorie o giudicanti.
  • Gestire i conflitti in maniera costruttiva imparando ad affrontarli in modo adeguato, come potersi confrontare sulle divergenze cercando soluzioni comuni.
  • Uscire dalla trappola costituita da vecchi schemi e abitudini che rischiano di cronicizzare il conflitto, introducendo nuovi rituali centrati sulla condivisione che possano contribuire a fortificare i legami affettivi.
  • Richiedere un supporto professionale laddove le difficoltà si identifichino come eccessivamente radicate o impossibili da affrontare senza un aiuto esterno. La terapia familiare è finalizzata ad aiutare le famiglie a comprendere meglio le proprie dinamiche e a mettere in atto strategie comunicative più efficaci al fine di migliorare le relazioni interne al sistema.

Le famiglie disfunzionali possono modificarsi se si concedono l’opportunità di lavorare unitamente al cambiamento. Ogni piccolo passo nella direzione di una comunicazione più efficace e disponibile può portare alla riduzione dei conflitti ed a costruire un ambiente più equilibrato e capace di accogliere le esigenze di tutti.

Per approfondire:

  • Haley J., Tecniche di terapia della famiglia, Astrolabio Ubaldini, 1974;
  • Minuchin S., Reiter M.D., Borda C., L’arte della terapia della famiglia, Astrolabio Ubaldini, 2014;
  • Onnis L., Teatri di famiglia, Bollati Boringhieri, 2017.

Autrice: Ilaria Corona

 

 

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