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La sindrome del nido vuoto: ritorno alla coppia!

L’uscita di casa dei figli rappresenta un evento critico normativo, ovvero naturale e spontaneo in una fase normale di sviluppo, che coinvolge tutto il sistema familiare.
Se da una parte il figlio divenuto adulto e spesso indipendente sia economicamente che emotivamente completa la propria autonomia al di fuori della famiglia, dall’altra anche i genitori devono rispondere attivamente ai numerosi cambiamenti che tale scelta comporta, facilitando la separazione da lui attraverso l’accettazione del suo nuovo status di adulto e garantendo il loro costante supporto anche dopo.
Quando la famiglia non è sufficientemente preparata ad affrontare i cambiamenti che questa nuova fase del ciclo vitale comporta, si possono sviluppare sentimenti di tristezza, sensazione di vuoto o vissuti di abbandono che, se sufficientemente contenuti ed elaborati, possono persistere in maniera temporanea.
In questo contesto, si può manifestare quella che, intorno agli anni ’70, venne definita dagli psicologi americani, la “Sindrome del nido vuoto”.
Ma che cos’è e perché si presenta?
Parliamo di Sindrome del nido vuoto, la cui espressione richiama già un’immagine evocativa, per indicare una difficoltà della coppia genitoriale, legata all’allontanamento dei figli dal nucleo familiare, di elaborare il lutto relativo alla separazione, spesso vissuta come una perdita affettiva.
Ciò accade perché tale tappa evolutiva sconvolge l’intero assetto generazionale, compresi i ruoli e le funzioni di accudimento genitoriale su cui si era basata l’identità della coppia genitoriale, ed in particolare della madre.
La percezione del venir meno di tali funzioni può, quindi, comportare l’emergere di quei vissuti di tristezza e di perdita del legame affettivo, pur persistendo la gioia e la soddisfazione per la realizzazione dell’autonomia del figlio.
Cosa succede, dunque, nella coppia genitoriale all’uscita del figlio?
Tale assenza, soprattutto se si parla di figlio unico, obbliga i coniugi a guardare dentro di sé e a riscoprire il proprio rapporto di coppia, non solo nella funzione di genitori ma, da questo momento in poi, come coppia coniugale con tutti i bisogni e i desideri di un tempo.
Può accadere, allora, che i coniugi scoprano di non avere più in comune le cose che precedentemente li avevano uniti perché hanno smesso di condividerle da quando si sono occupati, spesso in maniera esclusiva, dei figli mettendo da parte la cura per la loro coppia coniugale.
Il sacrificio dei propri bisogni e desideri unicamente per il bene dei figli può riemergere improvvisamente in tutta la sua forza e consapevolezza al momento della loro assenza talvolta esprimendosi con tensioni coniugali sempre sopite, o con una inaspettata difficoltà di gestione del tempo libero, prima ben organizzato e scandito.
Ma come si può uscire da tale situazione e scongiurare una crisi di coppia?
L’uscita di casa dei figli può diventare un’occasione di crescita personale, non solo per loro ma anche per i genitori stessi.
Ecco allora alcuni piccoli passi che possono essere utili e importanti per la coppia:

  1. promuovere un nuovo investimento sulla coppia coniugale, concentrando l’attenzione sui reali bisogni, desideri e sogni attuali di ciascuno dei partner;
  2. tornare a condividere sentimenti ed emozioni, sia di tristezza per la comune esperienza di vita, sia di gioia e realizzazione per i traguardi ottenuti;
  3. riprendere le attività e gli interessi precedenti o costruirne insieme degli altri, coltivando delle nuove passioni;
  4. recuperare l’intimità spesso sopita, nascosta o sublimata;
  5. tornare a gestire il tempo a disposizione attraverso il mantenimento e lo sviluppo di nuovi rapporti sociali.

Questa nuova fase, se affrontata in maniera funzionale, può portare alla crescita di tutti i membri della famiglia e ad una forma diversa e più matura di vicinanza pur nella lontananza fisica.

Per approfondire:

  • Andolfi M., La crisi della coppia, Raffaello Cortina Editore, 1999;
  • Haley J., Terapie non comuni. Tecniche ipnotiche e terapia della famiglia, Ed. Astrolabio, 1976;
  • Malagoli Togliatti M., Lubrano Lavadera A., Dinamiche relazionali e ciclo di vita della famiglia, Il Mulino, 2002.

Autrice: Lorella Cartia