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L’importanza dei giochi di ruolo: tra finzione e realtà

Il gioco di ruolo, termine che risale al 1934 grazie all’ideazione dello psicodramma di J. L. Moreno, rappresenta una particolare e funzionale esperienza che coinvolge l’individuo all’interno di un gruppo, ambito in cui diventa possibile interpretare diversi ruoli, suddivisi tra narratore e molteplici personaggi, dalle svariate e differenti caratteristiche.
Giocare è di per sé un’attività estremamente piacevole e soddisfacente, nonché innata nell’uomo, come nelle altre specie animali, utile a relazionarsi al mondo circostante ed a promuovere la scoperta, fondamentale per consolidare l’apprendimento e la conoscenza di sé e degli altri.
L’attività ludica è ricca di significati e consente il raggiungimento di numerosi obiettivi di sviluppo personale, in modo divertente, al punto che è presente e ricercata non solo nella dimensione quotidiana dei bambini, ma anche nella realtà adulta.
Il gioco di ruolo, inserito in questa cornice, raffigura qualcosa di più, ossia un’opportunità di crescita, di socialità e di intensificazione dell’uso della creatività.
Innanzitutto, vestire i panni di un personaggio attiva il processo immaginativo che, oltre a favorire una nuova esperienza, permette di regolare le proprie emozioni.
Inoltre, interpretare qualcun altro può mettere in luce anche aspetti di sé mai emersi precedentemente, nascosti o negati, consentendo l’integrazione di nuovi lati della propria personalità ad altri già presenti e consolidati.
Nel gioco di ruolo si è anche chiamati ad affrontare situazioni impreviste e a risolvere problemi per cui è necessario collaborare con gli altri, negoziare, condividere strategie comuni, raggiungere compromessi, e questi aspetti sostengono la formazione dell’abilità cooperativa.
Ogni giocatore non dovrà esclusivamente rappresentare un personaggio, ma ideare sempre nuove tattiche per relazionarlo agli altri, sviluppando la socialità e il senso di appartenenza al gruppo.
Ricoprire un determinato ruolo sprona altresì a mettere in campo competenze e modalità di ragionamento tipiche di quel personaggio e ciò costituisce un’opportunità di modificare il proprio modo consueto di riflettere, rivelando nuovi aspetti di sé.
Quanto detto si correla positivamente a:

  • Aumento dell’autostima, del senso di autoefficacia e dell’empatia;
  • Acquisizione dell’abilità di pianificazione e di problem-solving, grazie alla necessità di raggiungere gli obiettivi stabiliti dal gioco;
  • Apprendere la possibilità di sapersi muovere con maggior competenza nella risoluzione di conflitti, che potrebbero presentarsi in interazione con gli altri;
  • Affinare l’abilità narrativa.

Per concludere, i giochi di ruolo, nella vita quotidiana come nella realtà terapeutica, determinano numerosi vantaggi e offrono molteplici opportunità di crescita ed affinamento di competenze, sia personali che relazionali, che dovrebbero aprire riflessioni sulla necessità di incentivarne l’utilizzo.

Per approfondire:

  • Berne E., A che gioco giochiamo, Bompiani, 2013;
  • Longo M., Giochi di ruolo, Audino, 2020;
  • Moreno J. L., Manuale di psicodramma, Astrolabio Ubaldini, 1985.

Autrice: Ilaria Corona