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Costruire le emozioni: il processo di regolazione emotiva nei bambini

Con il concetto di regolazione emotiva si fa riferimento ad una funzione molto complessa, contraddistinta dalla capacità di saper modulare le emozioni in modo tale da rispondere adeguatamente alle richieste dell’ambiente, favorendo un valido adattamento.
Le emozioni regolate sono fondamentali per il raggiungimento del benessere personale e consentono, inoltre, di meglio gestire anche il proprio comportamento, affinare il processo decisionale e favorire le relazioni interpersonali.
La capacità di regolazione emotiva, pur essendo in parte innata, si consolida lungo un percorso evolutivo dove già a 3-4 anni i bambini dimostrano di saper controllare la propria espressività emotiva, pur mancando ancora la consapevolezza necessaria per discriminare le emozioni provate. Tale competenza si acquisisce successivamente, verso i 4-5 anni, consolidandosi sempre di più nelle altre tappe di sviluppo fino a rendere i bambini non solo consapevoli delle emozioni esperite, ma anche di quanto queste siano fondamentali nei contesti relazionali.
L’ambiente familiare ha una centrale importanza partendo dalla possibilità che fornisce al piccolo di poter osservare i comportamenti degli adulti in merito a come gestiscono le emozioni e successivamente interiorizzarli, apprendendo anche quali emozioni sono lecite ed accettate e come regolarle.
Altro aspetto altrettanto funzionale è rappresentato dalle reazioni dei genitori di fronte alle emozioni espresse dal bambino. Ad esempio, un genitore che si mostra sicuro, riuscendo a riconoscere dapprima i segnali che il bambino rimanda rispetto ai suoi bisogni e, successivamente, a rispondere prontamente calmandolo e rassicurandolo, favorisce l’acquisizione del processo di autoregolazione.
Inizialmente, il bambino dipenderà totalmente dalle figure primarie di attaccamento, generalmente dalla madre, in seguito, dopo aver interiorizzato le strategie di regolazione, imparerà ad utilizzarle sia per controllare gli stati biologici che quelli affettivi.
L’assenza o l’inadeguatezza dell’azione regolativa da parte dell’adulto di riferimento può “costringere” il bambino all’utilizzo di modalità disfunzionali, finalizzate al tentativo di autoregolarsi autonomamente.
Tra queste troviamo: isolamento e chiusura, autoconsolazione e evitamento degli altri, arrivando così a quella che viene definita come disregolazione emotiva.
In questo caso le emozioni possono essere vissute o in modo eccessivo, con stati di attivazione che oltrepassano la finestra di tolleranza (iperarousal) o, al contrario, molto al di sotto di essa (ipoarousal). Pertanto, l’acquisizione di adeguate modalità di gestione dei propri stati emotivi è da ritenersi come un valido fattore protettivo anche rispetto alla possibile insorgenza di psicopatologie e contribuisce al miglioramento della qualità di vita.
Alcune competenze utili a contenere il rischio di disregolazione emotiva sono:

  1. Assicurare una presenza dell’adulto coerente, calma e rassicurante;
  2. Cercare di sintonizzarsi con il piccolo e rispondere prontamente ai suoi bisogni;
  3. Assumere un atteggiamento empatico riconoscendo l’esperienza emotiva del bambino, restituendogli il giusto valore;
  4. Incoraggiarlo a parlare delle sue esperienze e delle emozioni che ha provato;
  5. Insegnargli come incanalare le emozioni negative in modi costruttivi, ad esempio attraverso il gioco, lo sport e la scrittura!

Per approfondire:

  • Di Maggio R., Zappulla C., Carrol E.I., Educare alla conoscenza e alla regolazione delle emozioni, Junior, 2014;
  • Hill D., Teoria della regolazione affettiva, Raffaello Cortina, 2017;
  • Pellai A., L’educazione emotiva, BUR, 2018.

Autrice: Ilaria Corona