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interazione con gruppo dei pari

Adolescenti: genitori vs pari, un complicato equilibrio!

Come noto a tutti, soprattutto ai genitori di figli che stanno attraversando la delicata fase dell’adolescenza, questo periodo è denso di importanti e molteplici cambiamenti.
Per tutta una serie di ragioni, a cambiare è anche il contesto con il quale l’adolescente entra in relazione.
I suoi bisogni di accudimento, rispetto all’infanzia, non sono più gli stessi, per cui la necessità di rivolgersi alle figure genitoriali non è tanto legata alla sopravvivenza in senso stretto, quanto alla ricerca di sostegno rispetto alla capacità dell’adolescente di regolazione emotiva, importante in questa fase del ciclo vitale, come nelle precedenti.
La relazione emotiva sicura con i genitori permette, così, l’accrescimento ed il rinforzo delle abilità sociali dell’adolescente e la possibilità per lui di sintonizzarsi positivamente con il nuovo contesto sociale col quale entra in contatto.
Il distacco dai genitori, fino a quel momento considerati come figure esclusive di attaccamento, non avviene in maniera brusca ed improvvisa, ma procede per gradi, lungo un arco di tempo, non quantificabile a priori o generalizzabile a tutti i casi, nel quale si assiste alla perdita progressiva del Sé infantile, parallelamente alla perdita del Sé giovane dei genitori, una dinamica di “lutto” che comporta nuove riorganizzazioni, equilibri e non poche difficoltà emotive, relazionali o interne anche alla coppia coniugale, duramente messa alla prova da questo inevitabile distanziamento del proprio figlio.
Numerose ricerche hanno dimostrato che l’atteggiamento di ricerca di autonomia e indipendenza dell’adolescente è correlato alla natura del legame di attaccamento con le figure genitoriali e soprattutto all’esistenza di una relazione positiva con gli stessi.
Infatti, il piacere dell’esplorazione, presente anche nei bambini, tende ad intensificarsi in adolescenza, favorito sia dalle nuove competenze apprese, che dalle relazioni con altri adulti e con i pari, ma, non per ultimo, proprio dall’aver sperimentato sicurezza nel preesistente rapporto di attaccamento.
Tale bisogno esplorativo trova il suo fulcro nella ricerca sempre più assidua di interazione con i pari, anche se è necessario sottolineare che queste nuove e importanti relazioni non possono e non devono sostituire quella con i genitori, poiché il legame che caratterizza queste due tipologie di relazione è notevolmente diverso.
Per fare un esempio, il rapporto con il gruppo dei pari non si basa su uno scambio comunicativo di tipo simmetrico, come accade con gli adulti, per cui tutti offrono e ricevono sostegno nella stessa misura.
Inoltre sembrerebbe valido ritenere che la natura qualitativa di queste relazioni paritarie possa, ancora una volta, ricalcare la tipologia di attaccamento sperimentata in infanzia, per cui la sicurezza o, al contrario, l’insicurezza del legame può incidere fortemente nella formazione di specifiche relazioni di amicizia e nel predire quanto l’adolescente sarà socialmente accettato.
In conclusione, il particolare e unico percorso di crescita dell’adolescente va osservato come un complicato intreccio tra situazioni di cambiamento interno, psichico e fisiologico, e modificazioni esterne, come quelle nella relazione con i genitori e con il gruppo dei pari… in una dinamica di nuovi equilibri tutti da riorganizzare!

Per approfondire:

  • Ainsworth M.D., Attaccamenti e altri legami affettivi nel ciclo della vita, Il Pensiero Scientifico, 1991;
  • Ammaniti M., Rappresentazioni mentali in adolescenza, Laterza, 1989;
  • Ardone R.G., Adolescenti e generazioni adulte, Unicopli, 1999.

Autrice: Ilaria Corona