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Dal conflitto coniugale alla separazione: ripercussioni nello sviluppo dei bambini

Il clima affettivo presente all’interno di ogni famiglia è inevitabilmente influenzato dalla natura della relazione coniugale e condiziona la crescita e lo sviluppo dei bambini, nonché il grado di coinvolgimento emotivo da parte dei genitori verso i figli.
Nelle dinamiche coniugali caratterizzate da aperta conflittualità (verbale o fisica) viene ad essere maggiormente provata e manifestata l’emozione della rabbia, la quale innesca una comune risposta nei bambini di aumento del vissuto di angoscia e una più marcata sensibilità e reattività all’espressione della rabbia stessa.
La conflittualità, oltre ad aumentare il rischio di difficoltà di adattamento, problematiche comportamentali ed emotive, crea una ulteriore condizione di confusione e problematicità nei figli quando viene espressa diversamente dai due genitori.
Per citare un esempio, il conflitto può essere gestito da un genitore attraverso modalità distanzianti rispetto ai figli, mentre l’altro può compensare la sofferenza provata per la crisi, o la rottura della relazione, manifestando un ipercoinvolgimento nella cura dei bambini.
In entrambi i casi, ciò che si verifica è un’effettiva incapacità di manifestare una forma di accudimento sano ed equilibrato.
Nella determinazione di tali differenze, e nella creazione stessa di una relazione di coppia conflittuale, giocano un ruolo primario i vissuti che i due coniugi hanno sperimentato nell’infanzia, rispetto alla natura delle cure parentali ricevute nelle loro rispettive famiglie di origine.
Problematiche quali maltrattamento, carenze affettive o assenza di una o entrambe le figure genitoriali sembrerebbero rappresentare i principali fattori di ostacolo nella formazione di valide e funzionali capacità genitoriali e di accudimento, soprattutto emotivo, dei propri figli.
A volte la crisi presente nella coppia assume la connotazione di tale insopportabilità da scaturire nella separazione e nel divorzio, generando “disgregazione familiare”, una condizione, questa, che è a sua volta causa di alti livelli di stress, in modo particolare per i bambini che ne subiscono le maggiori conseguenze.
Ne deriverà inevitabilmente uno sconvolgimento di tutto l’ambiente familiare e una rottura del precedente equilibrio (per quanto disfunzionale!) che richiederà una riformulazione dei ruoli e dei compiti di ciascun membro del sistema.
L’età dei bambini risulterà fondamentale per comprendere la variabilità delle loro capacità di comprensione e di risposta emotiva alla separazione dei genitori.
Ad esempio, nei bambini piccoli, di tre anni o quattro anni, è molto probabile che l’allontanamento da casa di un genitore venga percepito come definitivo e ciò può comportare il vissuto di dolorosi sentimenti di perdita e abbandono, di colpa o di paura di poter perdere anche l’altro, con tutta l’angoscia, la frustrazione e il senso di impotenza che ne conseguono.
Spetterebbe ad entrambi gli ex coniugi il delicato compito di accompagnare il bambino nelle fasi di comprensione ed elaborazione di quanto sta accadendo, ma è frequente che il genitore che sta vivendo la fine della sua relazione di coppia possa essere talmente assorbito dalle problematiche legate alla rottura, alla perdita e al cambiamento da non riuscire a rappresentare quel solido sostegno affettivo di cui il bambino ha effettivo bisogno.
È necessario sottolineare che, se la relazione coniugale viene ad essere segnata da alti livelli di discordia e conflittualità, la separazione non è da considerarsi come il “male peggiore”, poiché è stato dimostrato che la comparsa, ad esempio, di disturbi comportamentali nei bambini sembrerebbe più associata al conflitto tra i genitori che alla separazione in sé.
In conclusione, un ruolo fondamentale è rappresentato dalla capacità dei genitori di continuare a mostrarsi disponibili emotivamente per i loro figli, nonostante la crisi di coppia che stanno affrontando e le problematiche personali che ne conseguono, riuscendo, oltre la propria sofferenza e difficoltà, a mostrarsi reattivi e disponibili a comprendere i bisogni più profondi dei bambini.

Per approfondire:

  • Ammaniti M., Dazzi N., Affetti, Laterza, 1990;
  • Mahler M.S., Pine F., Bergman A., La nascita psicologica del bambino, Boringhieri, 1978;
  • Marcelli D., Psicopatologia del bambino, Masson, 1999;
  • Oliviero Ferraris A., Dai figli non si divorzia, Rizzoli, 2005.

Autrice: Ilaria Corona