Arrivano le festività, ma quali vissuti rievocano?
Sembrerebbe che vivere il periodo delle festività richiami perlopiù emozioni positive nella maggior parte delle persone, soprattutto perché le feste sottendono diversi significati che hanno a che fare sia con la sfera intima e privata che con quella pubblica e sociale, dall’incontro e la condivisione con l’altro, all’appartenenza e al richiamo di tradizioni che legano anche il presente al passato.
Se è possibile individuare una specifica funzione delle feste, soprattutto del Natale ormai alle porte, questa risiede nell’apertura alla socialità attuata attraverso rituali collettivi che connettono interamente le diverse comunità, dal fare l’albero ad addobbare case e strade di luminarie, dalla preparazione di cibi della propria tradizione territoriale e familiare, allo scambio reciproco di doni natalizi, che consentono di rinforzare i legami e i rapporti affettivi.
Le festività assumono però, come precedentemente accennato, anche una connotazione più intima e personale poiché coincidono con una fase in cui si interrompe temporaneamente la propria routine, per concedersi più tempo e spazio per sé, per la cura della propria dimensione emotiva e relazionale.
Non bisogna però dimenticare che in questo stesso spazio privato e intimo possono, proprio durante le feste, essere rievocati vissuti dolorosi, di tristezza e malinconia, che contrastano con il clima generale e che vengono presumibilmente scatenati da diversi fattori, tra cui:
- Trovarsi a fare un bilancio dell’anno trascorso il cui esito potrebbe divenire motivo di preoccupazione o di insoddisfazione per quanto vissuto, alimentando di conseguenza anche possibili timori per il futuro;
- Avvertire, in questo momento di “pausa” e di valutazioni anche sul piano relazionale, un profondo senso di solitudine, soprattutto se si sta attraversando un lutto o la fine di un rapporto sentimentale;
- Veder riaffiorare ricordi della propria infanzia associati negativamente al Natale e che, in modo intrusivo ed inconsapevole, aumentano i vissuti di tristezza ed ansia proprio durante le festività.
Quali atteggiamenti potrebbero essere considerati utili per meglio affrontare le festività natalizie e gestire le emozioni che creano malessere?
- Sarà importante dapprima non imporsi di provare emozioni piacevoli che non si sentono autenticamente, soffocando e non esprimendo il reale malessere. Se si sta attraversando un momento di difficoltà è un atto doveroso dare la priorità a tali problemi;
- Evitare di confrontare la propria vita con quella degli altri, acuendo la percezione negativa di sé e il sentirsi sconfitti, laddove gli obiettivi prefissati come buoni propositi dell’anno non fossero stati totalmente raggiunti;
- Provare a rimanere saldi sul qui ed ora non cedendo al ricordo di un passato idealizzato come più gioioso, poiché rischierebbe di divenire una trappola capace di ostacolare il vissuto del presente;
- Utilizzare il tempo a disposizione per se stessi, per dare ascolto alle personali emozioni e ai propri reali bisogni, piuttosto che riversare attenzione e concentrazione su quelli degli altri.
È fondamentale ricordare che ogni persona vive le festività in modo del tutto soggettivo per cui non è possibile definire uno stato emotivo come legittimo o meno.
Accettare la possibilità di concedersi il “permesso” di dar voce alle proprie emozioni è un atto di accudimento e di rispetto di sé che andrebbe riconosciuto!
Per approfondire:
- Dyer W., Buone feste, Rizzoli, 1989;
- Goffman D., Sopravvivere al Natale con l’intelligenza emotiva, Rizzoli, 2013;
- Marks T., L’arte di interpretare il tema Natale, Ubaldini, 1998.
Autrice: Ilaria Corona