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Adolescenti in lockdown: il sacrificio di crescere!

La chiusura immediata, senza possibilità di un adattamento graduale e di una metabolizzazione del cambiamento, di scuole, di luoghi di aggregazione giovanile e la totale limitazione delle opportunità di scambio relazionale diretto con i coetanei, hanno completamente stravolto le abitudini di tutti, ma soprattutto quelle degli adolescenti, particolarmente bisognosi delle relazioni con i pari per la costruzione complessa e delicata della propria identità personale e per sentirsi indipendenti, specie dalle figure genitoriali fino ad allora percepite e vissute come unico punto di riferimento.
La modificazione della routine quotidiana può ritenersi tanto destabilizzante da generare vissuti emotivi intensi e violenti come rabbia, frustrazione, tristezza, paura e senso di profonda solitudine. È comunque doveroso sottolineare che simili reazioni emotive, seppur motivo di malessere iniziale, hanno una funzione fondamentale nel processo di sviluppo, come quella di costituire una risorsa preziosa per imparare a sintonizzarsi con la propria sfera emotiva, a comunicare con gli altri condividendo anche ciò che più spaventa, segnalare un bisogno e avere comunque per questo un’opportunità di crescita e di responsabilizzazione.
Il lockdown ha portato con sé numerose conseguenze, determinando la rottura di precedenti equilibri, sia interni al sistema familiare di appartenenza, che alle relazioni di amicizia, spingendo alcuni nella direzione di rifiutarsi di reagire con soluzioni alternative, come l’utilizzo dei social per favorire la continuità relazionale col gruppo dei pari, e rischiando per questo un ritiro assoluto, un totale isolamento.
La durata in un tempo indefinito di tali condizioni può divenire una reale e concreta minaccia alla formazione dell’autostima, del proprio senso di autoefficacia e dell’autonomia, per questo è doveroso attivarsi nel tentativo di scoprire dietro la costrizione, le privazioni e le emozioni negative provate, delle opportunità per attivare nuove risorse.
Ogni adolescente inevitabilmente reagirà alla quarantena con modalità specifiche e soggettive che possono andare dalla serenità all’ansia, dalla tranquillità all’umore depresso, dalla rabbia all’aggressività laddove si percepisca questo periodo come un’ingiusta tortura o per la paura di poter perdere definitivamente le relazioni che si erano costruite.
Tale situazione è fuori dalla portata del nostro controllo e della nostra volontà, per questo la direzione da prendere non può che essere quella di provare ad accettarla e a contrastarla concedendo, ad esempio, nuovi spazi alla creatività, alla possibilità di riconoscere comunque delle prospettive di continuità di quanto si era costruito in termini di relazioni di amicizia, in ambito didattico o di legami familiari.
Come si potrebbe allora aiutare gli adolescenti a ritrovare la dimensione del benessere?
Uno strumento utile a contrastare le angosce e lo sconforto è la curiosità, una molla motivazionale che crea delle opportunità aumentando sensazioni piacevoli.
La voglia della scoperta può contribuire alla riorganizzazione di nuovi spazi e tempi da strutturarsi tra impegni scolastici, compiti da svolgere in casa, momenti di condivisione con i propri genitori e con gli amici, tramite il fondamentale supporto dei social e delle videochiamate.
Queste ultime non potranno sostituire del tutto il contatto faccia a faccia, ma consentono comunque di vedersi, di ripristinare in parte l’effetto dello stare insieme realmente.
Gli adulti sono chiamati a fornire aiuto ai propri figli, coinvolgendoli nelle decisioni, responsabilizzandoli e rendendosi disponibili al dialogo e al confronto.
Parlare, provare a capirsi, lasciare anche il posto alla solitudine quando necessaria, sono funzionali al miglioramento della convivenza e restituiscono valore alle esigenze evolutive degli adolescenti, rispettando i loro bisogni espliciti o impliciti, accogliendo la loro fragilità, accompagnandoli nella direzione della scoperta del mondo degli adulti, anche insegnando loro, a caro prezzo purtroppo, quanto crescere a volte richieda sacrificio!

Per approfondire:

  • Albiero P., Il benessere psicosociale in adolescenza, Carocci, 2012;
  • Palmonari A., Psicologia dell’adolescenza, Il Mulino, 1993;
  • Sampaio D., Nella tempesta dell’adolescenza, Franco Angeli, 2011.

Autrice: Ilaria Corona