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dipendenza da gioco

Dipendenza d’azzardo patologico: un gioco fuori controllo!

Il GAP, o gioco d’azzardo patologico, è considerata una grave dipendenza dal gioco al pari delle altre forme di addiction con le quali ha in comune la condizione di fuga dalla realtà e la difficoltà nella gestione e nel controllo di uno stato di profondo malessere psicologico.
La manifestazione di una reazione piacevole di forte eccitazione, seppur temporanea, scatenata dall’atto del giocare, rappresenta l’allontanamento dalla sofferenza, dalle preoccupazioni emotive più radicate e disturbanti, un vero e proprio distacco dalla realtà giudicata, seppur inconsciamente, troppo spiacevole.
A volte, questa presa di distanza dalla realtà raggiunge proporzioni di tale criticità da distorcere la percezione e la valutazione del vissuto esperienziale della persona che ne è “vittima”, la quale tenderà a non riuscire a considerare come pericolosi e gravi i rischi cui va incontro, in una dinamica ossessivo-compulsiva, caratterizzata da pensieri intrusivi e fuori controllo che spingono a giocare e azioni compulsive ritualizzate, messe in atto al fine di attenuare gli elevati livelli di ansia considerati intollerabili.
A differenza di una condizione non patologica, nel GAP si assiste a numerose conseguenze negative e disfunzionali che hanno un impatto devastante sia a livello pratico-economico, che emotivo, sociale, familiare e fisiologico.
Ad esempio, possono presentarsi stati di dissociazione, di ritiro dal sociale fino all’isolamento, causati da un unico e divorante interesse che è esclusivamente nella direzione del gioco, il quale fagocita qualsiasi altro bisogno e soffoca emozioni e pensieri.
Spesso, tale patologia psichiatrica insorge a seguito di periodi, più o meno prolungati, di stress o successivamente all’esposizione ad eventi traumatici causa di emozioni dolorose ritenute ingestibili e troppo intense tanto da sopraffare e bloccare la capacità di elaborazione cognitiva ed emotiva di tali vissuti.
Chi soffre di GAP può essere consapevole che le sue modalità comportamentali, difficilmente riconosciute però come patologiche, recano danni evidenti a se stessi, al proprio benessere psico-fisico e alle relazioni sociali e familiari, eppure tale consapevolezza non è sufficiente a limitare l’attività di gioco e a spingere a fermarsi.
È tale incapacità di gestione che in tempi brevi porta alla compromissione della vita relazionale e lavorativa, oltre a disastrosi danni economici, determinando così una totale alterazione dei rapporti, spesso connotati da alta conflittualità.
Sembrerebbe esserci, inoltre, una stretta correlazione tra il GAP ed altri disturbi psichiatrici come la depressione, l’abuso di sostanze, il disturbo da attacchi di panico o patologie fisiche stress-correlate (come gastrite, ulcera ed ipertensione).
Una componente emotiva che accomuna la maggior parte dei giocatori d’azzardo patologico è l’ansia, la quale spesso raggiunge elevati livelli di intensità che per poter essere gestiti necessitano di venir mascherati, più che controllati, e successivamente spostati in un oggetto esterno rappresentato appunto dal gioco.
Il fenomeno del GAP, acutizzato ed amplificato dall’espansione del gioco online che consente l’avvicinamento a questo mondo virtuale anche ai giovanissimi, sta divenendo una condizione dilagante che necessita di interventi di prevenzione tempestivi, specie per gli adolescenti.
Un esempio di prevenzione educativa potrebbe essere quello di allertare e sensibilizzare sui vari fattori che attivano la compulsione, come la facilità di accesso ai giochi e alle vincite e l’illusione iniziale del controllo.
In più, sarebbe auspicabile intervenire celermente quando si manifestano i primi segnali di disagio. Oltre a ciò, un supporto psicologico individuale, ma soprattutto familiare, visto il forte impatto che il disturbo ha all’interno del sistema in cui si vive, è indicato in quei casi considerati a rischio o in cui è già stato riconosciuto e diagnosticato il GAP!

Per approfondire:

  • Conti U., Vite in gioco, Carocci, Roma, 2019;
  • Donadeo C., Gioco d’azzardo e ludopatia, Auditorium, Milano, 2014;
  • Picone F., Il gioco d’azzardo patologico, Carocci, Roma, 2010.

Autrice: Ilaria Corona