Studio di psicologia Corona – Cartia a Roma | info@studiopsicologiaroma.com

RICEVIAMO SU APPUNTAMENTO | PSICOTERAPIA ONLINE

Top

La sindrome degli antenati: la storia si ripete!

Spesso, gli eventi dolorosi, i traumi o le problematiche fisiche e psicologiche incontrate da una persona risultano la ripetizione di eventi appartenuti alle generazioni precedenti e che, inconsapevolmente, ci portiamo dietro, come a dire: la storia si ripete!
Si definisce “sindrome degli antenati”, identificata dalla psicoanalista Anne Ancelin Schützenberger, la trasmissione transgenerazionale di eventi irrisolti che si ripetono da una generazione precedente alla successiva influenzando inconsciamente le scelte attuali.
In questo passaggio, le generazioni successive risultano unite da un legame invisibile, una sorta di debito che spinge a ripetere la storia fino a quando non si sia cancellato definitivamente tale debito col passato.
Anche la scelta del partner subisce, non di rado, l’influenza delle scelte precedenti e delle somiglianze con le storie di ciascuno dei membri della coppia.
Ad esempio, ci si può sposare per il riconoscimento di affinità di vario genere: modalità comportamentali, malattie simili, esperienze traumatiche comuni.
Accade, così, che ricorrenze, situazioni apparentemente inspiegabili, eventi particolari che si manifestano in corrispondenza di certi anniversari (morte, matrimonio, separazione, incidenti) possano essere in qualche modo riconducibili alla precedente esperienza di un proprio avo incorso in un avvenimento “fatale” che influenza i legami del tempo e quelli futuri.
Andando a scavare nel passato delle generazioni precedenti, allora, potremmo scoprire certe coincidenze temporali di eventi verificatesi anche a distanza di anni l’uno dall’altro di diversi membri del sistema familiare, come il verificarsi di un incidente o una malattia in una data particolare come l’anniversario di morte di un antenato.
La Schützenberger parla, in questo caso, di sindrome da anniversario.
Ma com’è possibile e come si verifica tutto questo?
È inevitabile e chiaro a tutti che le dinamiche e gli intrecci familiari, anche se non direttamente collegati a noi, esercitino un certo peso sulla nostra vita.
Essi, in qualche modo, arrivano fino a noi sotto forma di percezione o di sentore di qualcosa di lontano, di nascosto o velato.
In genere, si tratta di cose soltanto subodorate o intuite perché si tende a non parlarne e diventano dei non detti, dei veri e propri segreti familiari che, nel passaggio transgenerazionale, diventano indicibili, vergognosi, persino impensabili.
Ma ciò che non viene detto continua a propagarsi in una zona d’ombra sempre più grande e ad agire ad un livello inconscio anche nel tempo.
La nostra parte cosciente, inoltre, può reagire al dettame di mantenere il non detto trovando altre vie per esprimerlo, come la somatizzazione.
Strettamente correlato, poi, a questi legami nascosti è il concetto di lealtà familiare, un codice morale, presente in ogni famiglia, che permette di comprenderne il suo funzionamento interno.
Tutti i membri sono, più o meno consapevolmente, chiamati al rispetto di queste regole, al mantenimento dell’equilibrio tra ciò che ha dato e ciò che ha ricevuto, alla fedeltà a questi obblighi morali funzionali alla protezione dell’unità familiare, proprio come dei fili invisibili che tengono salde le relazioni all’interno del sistema familiare.
Tali obblighi ed ingiunzioni interne derivano dal sistema di credenze che viene trasmesso attraverso le modalità con cui agiscono i membri della famiglia.
Il mancato rispetto di essi comporta senso di colpa.
Ma è possibile spezzare questi fili invisibili ed evitare che la storia si ripeta?
Certamente! La prima cosa utile è essere consapevoli della storia trigenerazionale ricercando la conoscenza e l’eredità familiare (lutti, traumi non risolti, segreti vergognosi, eventi indicibili) che ci hanno lasciato i nostri antenati.
Per liberarsi dai condizionamenti e dalle ripetizioni del passato, diventa, quindi, fondamentale alleggerirsi di questo peso antico elaborando le ferite non cicatrizzate e facendo luce su quelle zone d’ombra tramandate nel tempo che hanno lasciato tracce nella memoria delle nostre famiglie.

Per approfondire:

  • Boszormenyi-Nagy I., Spark G., Lealtà invisibili, Astrolabio, 1988;
  • Cigoli V., Intrecci familiari, Raffaello Cortina, Milano, 1997;
  • Schutzenberger A. Ancelin, La Sindrome degli antenati. Psicoterapia transgenerazionale e i legami nascosti nell’albero geneageologico, Di Renzo Editore, 2004.

Autrice: Lorella Cartia