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“A scuola non ci voglio andare!” Ansia da separazione o fobia scolare?

La scuola è indiscutibilmente un contesto di grande importanza per lo sviluppo del bambino, non solo perché consente l’acquisizione di competenze prettamente didattiche, ma anche per le opportunità che offre di condivisione e confronto con i pari, oltre che di relazione con altri adulti di riferimento, al di fuori alle figure genitoriali.
Ma la scuola a volte può tramutarsi in ben altro, divenendo fonte principale di angosce, preoccupazioni e malessere diffuso che riguarda ragazzi o bambini che presentano la cosiddetta “fobia scolare”.
Ma come si manifesta e quali sono le cause di questa specifica paura?
Di per sé, il saltuario rifiuto di andare a scuola è una condizione piuttosto comune e non necessariamente associabile ad un disturbo.
È quando tale rifiuto diviene costante, prolungato, fonte di eccessiva ansia e associato a reazioni intense, sia sul piano emotivo che fisico, che la situazione cambia, generando allarme rispetto al rischio che sia presente proprio la fobia scolare.
Una simile problematica destabilizza tutto il sistema familiare, determinando confusione, sconforto, difficoltà di gestione della nuova ed inattesa situazione, nonché disequilibrio delle dinamiche interne alle relazioni familiari.
A volte la manifestazione della paura di andare a scuola potrebbe, in realtà, sottendere una condizione diversa, tipica del disturbo da “Ansia di Separazione”, dove non è tanto la scuola a costituire il motivo portante della paura del bambino, quanto il doversi separare per un periodo più o meno lungo, dalle figure genitoriali, soprattutto dalla madre.
Ciò è osservabile, in modo particolare, nei bambini più piccoli a seguito dell’ingresso nella scuola dell’Infanzia.
Diviene possibile, invece, parlare di fobia scolare quando l’ansia di andare a scuola è molto accentuata e si manifesta in una tappa di sviluppo successiva, ossia nel periodo delle elementari.
A volte alla base della fobia scolastica non c’è tanto il timore o il disagio del distacco, quanto l’aver vissuto esperienze traumatiche, o comunque sperimentate come negative, nel contesto della scuola, che hanno avuto il potere di alterare e distorcere la percezione e la valutazione della realtà da parte del bambino.
Un esempio di una visione comune della scuola, nell’ottica dei bambini che manifestano fobia scolare, è quella di considerarla come luogo punitivo, minaccioso ed eccessivamente rigido nelle regole o nelle richieste di un rendimento sempre più alto, con aspettative crescenti sulle performance scolastiche.
I sintomi possono comparire senza alcun preavviso, specie durante i primi mesi di scuola, e ripresentarsi anche a seguito di interruzioni o successivamente ad episodi particolari, come litigi con i compagni o rimproveri da parte degli insegnanti.
Tra le manifestazioni sintomatologiche più comuni annoveriamo: forte agitazione, panico, aggressività, tendenza all’isolamento e pianto prolungato. Sono frequenti anche reazioni somatiche come mal di testa, nausea, vomito, dolori addominali e febbre, sintomi che tendono a scomparire nei giorni di assenza da scuola.
Possono inoltre contribuire ad alimentare tali paure condizioni familiari specifiche come l’ansia materna, l’iperprotettività che genera insicurezza o una figura paterna che non si mostra particolarmente disponibile sul piano emotivo, né rassicurante.
La conoscenza delle cause rappresenta il punto di partenza per un valido ed efficace intervento di supporto al superamento delle difficoltà, unitamente all’ascolto e alla comprensione dei bisogni e delle emozioni del bambino.
Sarebbe auspicabile favorire un approccio professionale che coinvolga e sensibilizzi non solo tutto il sistema familiare, ma anche gli insegnanti, al fine di aumentare le possibilità di avere a disposizione quante più risorse possibili per affrontare e risolvere questa delicata problematica di molti bambini.

Per approfondire:

  • De Masi F., Moriggia M., Scotti G., Quando la scuola fa paura, Mimesis, 2020;
  • Reid L., L’ansia nei bambini, Tecniche Nuove, 2016;
  • Schore A.N., La regolazione degli affetti e la riparazione del sé, Astrolabio Ubaldini, 2008.

Autrice: Ilaria Corona

 

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