Amori che fanno male: l’influenza dei modelli relazionali
I modelli relazionali sono schemi mentali che guidano il modo in cui ci relazioniamo con gli altri. Essi si formano principalmente attraverso le esperienze di vita, specialmente quelle durante l’infanzia.
Le prime interazioni con i caregiver, genitori, o alte figure di riferimento, sono fondamentali per la formazione dei modelli relazionali.
Un ambiente di vita solido favorisce lo sviluppo di modelli relazionali sicuri, mentre un ambiente instabile o ostile può portare a modelli insicuri.
Sono proprio le relazioni precoci con i caregiver, secondo la teoria dell’attaccamento, che influenzano il modo in cui ci relazioniamo con gli altri in età adulta.
Le esperienze successive, come amicizie, relazioni romantiche e interazioni sociali, contribuiscono a rinforzare o modificare i modelli relazionali esistenti.
Ma perché molte persone si sentono attratte da chi le tratta male?
Cosa c’è alla base di questo pseudoamore o di una relazione disfunzionale?
Le nostre credenze e aspettative sulle relazioni influenzano il modo in cui interpretiamo e rispondiamo alle interazioni sociali.
Se crediamo di non essere degni di amore, potremmo cercare inconsciamente relazioni che confermano questa convinzione negativa di noi stessi e viceversa.
Anche la cultura in cui siamo cresciuti gioca un ruolo significativo nella formazione dei modelli relazionali: norme culturali e sistema di valori possono influenzare il modo in cui ci relazioniamo con gli altri.
Essere attratti da persone che ci trattano male è un fenomeno complesso e multifattoriale.
Nella maggior parte dei casi, si tratta di fattori intrinsechi profondi e di difficile consapevolezza, tra cui:
- bassa autostima, che può renderci più inclini ad accettare trattamenti negativi, svalutazione, scarsi apprezzamenti dell’altro pensando di non meritare di meglio. Questo può creare un circolo di attrazione verso persone che confermano queste percezioni negative del sé.
- modelli relazionali precedenti, ovvero le esperienze passate, specialmente durante l’infanzia, che possono influenzare i successivi modelli relazionali. La ricerca di relazioni simili a quelle infantili, seppur disfunzionali, è inconsciamente stimolata dalla familiarità di esse e dal conoscere il contesto rendendolo prevedibile e quindi controllabile.
- cicli di co-dipendenza: in alcune relazioni, una persona può diventare dipendente dall’altra per il proprio senso di valore e di identità. Questo può portare a tollerare comportamenti negativi pur di mantenere quel tipo di relazione.
- il desiderio di approvazione o di conferma dell’altro, anche in una relazione di non reciprocità, sostenuto dalla speranza di cambiarlo o guadagnare il suo rispetto.
- fattori biologici e chimici, come il rilascio di serotonina o dopamina nel cervello che alimentano il circuito della ricompensa e possono creare una sorta di dipendenza emotiva, alla costante ricerca di gratificazione.
Comprendere i propri modelli relazionali è il primo passo importante per costruire relazioni più sane e soddisfacenti.
Attraverso un percorso di crescita personale e consapevolezza è possibile, infatti, modificare i modelli relazionali disfunzionali del passato.
In tale direzione, riflettere su questi aspetti e farsi sostenere in un percorso psicologico aiuta ad esplorare le esperienze intime più complesse, fonte di sofferenza, in modo da trovare nuove modalità per costruire relazioni sane e rispettose.
Per approfondire:
- Benatti F., Filippi F., Magro T., Famiglie interrotte. Relazioni disfunzionali: tra teoria e interventi, Franco Angeli, 2019;
- Fisher J., Trasformare l’eredità del trauma, Mimesis, 2021;
- Horowitz M.J., Schemi-persona e modalità di relazione disfunzionali, Las, 2001.
Autrice: Lorella Cartia