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Il tradimento emotivo: dal corpo alla mente

Si può essere innamorati di diverse persone per volta, e di tutte con lo stesso dolore, senza tradirne nessuna”. (Gabriel Garcia Marquez)

All’interno di ogni relazione a due, a ciascun partner spetta il compito evolutivo di co-costruire il proprio “patto di coppia” definendo ruoli e funzioni specifici e rinegoziando le regole e i confini del rapporto.
In questo contesto, la fiducia rappresenta l’ingrediente principale che permette di sviluppare e mantenere un legame di attaccamento attraverso cui ogni membro della coppia diventa quella base sicura su cui poter contare e cui richiedere amore, protezione, contenimento.
Uno degli eventi più potenzialmente destabilizzanti, in grado di minare l’equilibrio intrapsichico e la stabilità di questa relazione paventando l’ipotesi di una rottura definitiva è proprio il tradimento.
Del tutto incoerente con la narrazione del legame di coppia e in netto contrasto con le aspettative inconsce del patto di coppia, il tradimento costituisce un evento fortemente stressante, spesso anche traumatico, per tutte le conseguenze emotive che porta con sé: la perdita della fiducia nell’altro, la fine di ogni progettualità, l’incertezza e l’imprevedibilità circa il futuro.
A ciò si accompagnano sentimenti di vergogna, rabbia, disperazione, umiliazione, tristezza e spesso anche senso di colpa.
Anche il partner che tradisce si deve confrontare bruscamente con l’immagine di sé, non proprio piacevole, che la sofferenza dell’altro gli rimanda che dovrà essere integrata al precedente sistema di credenze e di valori.

Ma quando si parla di tradimento emotivo? Cosa si intende?
Accanto alla forma più comunemente riconosciuta, esiste infatti una forma di infedeltà che non ha a che fare con aspetti di intimità fisica o sessuale ma si riferisce ad una relazione esterna alla coppia basata su un’intimità più prettamente emotiva, su una connessione più profonda ed interiore ma che si traduce nella rottura di quel patto implicito di coppia con il partner.
Questo tipo di legame comporta la definizione di uno “spazio emozionale”, connotato da condivisione, complicità e comprensione reciproci che contribuiscono all’emergere di emozioni spesso accantonate o dimenticate nella coppia originaria.
Le motivazioni alla base del tradimento emotivo possono essere molteplici ma la principale causa è attribuibile alla mancanza di comunicazione che, inevitabilmente, produce effetti anche sul grado di soddisfazione, sulla gratificazione di sé come persona e dei propri desideri non visti.
Si può riuscire ad affrontare questa situazione? E con quali conseguenze?

Sicuramente, in buona parte dipende dalla fase del ciclo di vita di coppia  che si sta attraversando (lutti, nascita di un figlio, trasferimenti) e dalla volontà dei partner di ricostruire il legame fermandosi ad analizzare quei “vuoti” e quelle carenze che hanno spinto ciascuno a riempirli in maniera diversa.
Ciononostante, qualsiasi tradimento costituisce un evento doloroso ma, allo stesso tempo, una svolta nella relazione di coppia.
Un passo fondamentale è costituito dal perdono a prescindere che la decisione definitiva riguardi la separazione o il ricongiungimento.
Con perdono non si intende il cancellare o ignorare quanto di doloroso sia avvenuto, bensì il risignificarlo, considerare l’altro come un essere umano fallibile, offrire una comprensione allo scopo di lasciar andare le emozioni annichilenti legate al tradimento e ritrovare, col tempo, un nuovo benessere anche individuale.
Anche la psicoterapia di coppia può rappresentare un’opportunità per ciascuno dei partner di  toccare i “vuoti individuali” e riformulare un nuovo patto di coppia, sciogliendo i nodi relazionali che hanno contribuito a creare una distanza nel legame di coppia.
In quest’ottica, il tradimento emotivo può offrire uno spunto di crescita perché consente di acquisire consapevolezza di quanto accaduto, assumersi le responsabilità anche legate al proprio comportamento, riappropriandosi di un ruolo attivo davanti ad un fenomeno che, se non adeguatamente elaborato, viene vissuto in maniera completamente passiva.
L’intensità emotiva attraversata in questa fase, può, inoltre, permettere alla coppia di affrontare finalmente dei temi mai toccati potendo contare su risorse e strumenti comunicativi nuovi che consentono di fare spazio al dolore di ciascuno senza venirne sopraffatto ma tornando, poco a poco, ad affacciarsi al futuro con progettualità e dinamismo.

Per approfondire:

  • Barcaccia B., Mancini F., Teoria e clinica del perdono, Raffaello Cortina Editore, 2013;
  • Bowlby, J., Una base sicura, Raffaello Cortina Editore, 1989;
  • Steiner C.M., Copioni di vita, Ed. La vita felice, 1999.

Autrice: Lorella Cartia

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