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porta nell'oscurità appoggiata ad un prato

I mostri che abitano in noi: come ascoltarli e affrontarli

Quando pensiamo ai mostri, nell’immaginario comune, tendiamo a identificarli come protagonisti di storie infantili o di fiabe spaventose, ma i mostri non abitano solo nelle favole o negli incubi, a volte esistono dentro di noi sotto diverse forme.
Sono quelle parti che ci appartengono, ma che spesso fatichiamo a riconoscere, perché le sentiamo estranee o pericolose.
In ambito psicologico, questi “mostri interiori” possono manifestarsi come rappresentazioni simboliche di emozioni, pulsioni e conflitti inaccettabili, ambigui o incomprensibili, come nel caso della rabbia che non si riesce ad esprimere, della paura di perdere il controllo o dietro le sembianze del senso di colpa. Tutti questi vissuti possono trovare collocazione dentro di noi come veri mostri inquietanti.

Il significato simbolico del mostro
Il mostro non è solo una figura terrificante, ma un simbolo che in diverse culture, ad esempio, viene associato al diverso, all’oscuro e all’ignoto, mentre a livello di vissuto interiore, rappresenta una parte di noi che non si riesce o non si vuole vedere, poiché non sappiamo come gestire.
Il mostro interiore spesso ha origine in esperienze passate, in emozioni represse, in situazioni dove non ci siamo sentiti accolti, visti o liberi di esprimerci, ed è in questo modo che quelle emozioni provano a contattarci e a parlarci.
Le paure inconsce inoltre non sono sempre palesi, a volte si possono manifestare travestite da blocchi, irritabilità, difficoltà a dormire, comportamenti ripetitivi o tensione costante, oppure essere ricollegate a cognizioni negative di sé per cui non ci si sente all’altezza degli altri o di alcune situazioni in particolare, percependosi inadeguati e mai abbastanza.
Il mostro interiore, in questi casi, diviene quella voce interna che dice: “Non vai bene”, “Non ti puoi fidare di nessuno”, “Non sei in grado”.
Ci sono momenti durante il proprio ciclo vitale in cui questi mostri sembrerebbero sopraffarci e prendere il controllo, come può accadere dopo eventi particolarmente dolorosi, ad esempio un lutto, una separazione, o altri accadimenti segnati da perdite e conflitti in cui ci si sente pervasi da emozioni forti.
Altre volte compaiono nei sogni o si manifestano attraverso sintomi acuti e improvvisi come attacchi di rabbia, di forte ansia e esplosioni di pianto. Il rischio è quello di combatterli utilizzando l’arma difensiva della negazione, ma fingere che non esistano spesso non fa altro che nutrirli, rendendoli ancora più forti.

Come possiamo affrontare i nostri mostri interiori?

Il primo passo è riconoscere che ognuno di noi possiede queste parti oscure e spaventose, dal momento che tutti, anche se a livelli diversi, conviviamo con emozioni forti, con paure profonde, con lati della nostra personalità che non sempre apprezziamo.
Dopo averli riconosciuti, sarà poi importante ascoltare ciò che ci vogliono dire e quale bisogno inespresso ci stanno comunicando.
Un ulteriore passo è provare a dar loro forma e parola, ad esempio attraverso il disegno, la scrittura o un’altra modalità creativa, in una sorta di gioco simbolico che aiuti ad esternare e trasformare ciò che più spaventa in qualcosa di visibile, conoscibile e controllabile, da integrare dentro di noi piuttosto che da allontanare.
I mostri interiori non sono nemici da combattere, ma consiglieri da ascoltare attentamente e senza paura, concedendo loro il giusto spazio di espressione.
La psicoterapia potrebbe essere uno di quei luoghi dove esplorare queste figure simboliche, riconoscerne la funzione e accompagnare la persona verso una maggiore integrazione.
Perché, in fondo, ognuno di noi ha dentro un mostro… ma anche la possibilità di incontrarlo, conoscerlo, dargli un nome e trasformarlo!

Per approfondire:

Autrice: Ilaria Corona

 

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