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Uno sguardo fuori dalla finestra di tolleranza

Con l’acquisizione della capacità auto-regolativa, una persona può ricondurre gli stati di attivazione all’interno di quella che viene chiamata “finestra di tolleranza”.
Ma a cosa fa riferimento questa definizione?
Si tratta, come specificato da Daniel Siegel, di uno spazio immaginario che delimita l’oscillazione degli stati di attivazione (arousal) neurofisiologica di ogni persona e che varia nel tempo e con l’età.
I livelli di arousal subiscono inevitabilmente modificazioni e condizionamenti provenienti sia dal mondo esterno che da quello interno dell’individuo.
Riuscire a rimanere dentro la finestra consente il mantenimento di una condizione di sano equilibrio e stabilità.
Siegel specifica che il fuoriuscire dalla finestra di tolleranza, e dai suoi limiti, guidi la mente verso due posizioni molto difficili da gestire: il caos da una parte (iperarousal, dove le emozioni si avvertono con eccessiva intensità), e la rigidità dall’altra (ipoarousal o stato di blocco ed evasione).
È comunque necessario precisare che un normale funzionamento comporta l’oscillazione costante tra ipo e iperattivazione, senza che ciò interferisca in modo significativo nella vita quotidiana.
Leggeri stati di disattivazione sono sperimentati comunemente da tutti e non destano particolare preoccupazione se riequilibrati in tempi brevi.
È possibile, infatti, che al termine di una giornata particolarmente stressante, o a seguito di una discussione o di un rimprovero, si percepisca delusione e, quindi, sensazione di disattivazione che tende però ad affievolirsi col tempo.
La gestione delle emozioni che derivano da vari eventi di vita può generare difficoltà che bloccano o, al contrario, innalzano i livelli di energia fino a far perdere il controllo.
Nelle condizioni in cui si percepisce sicurezza siamo in grado di rimanere nella zona centrale della finestra di tolleranza, funzionando adeguatamente.
Questo determina una corretta gestione delle difficoltà quotidiane e la sensazione di essere al sicuro.
Nelle circostanze in cui si vive una minaccia, reale o percepita, il nostro livello di arousal può aumentare al fine di consentire la fuga o l’attacco, preparando il corpo ad una reazione.
Se l’utilizzo di questa difesa non trova successo, è possibile, al contrario, immobilizzarci, paralizzarci, avvertendo impotenza.
In entrambe le situazioni estreme di iper o ipoattivazione, ciò che si realizza è la perdita della capacità di pensare in modo razionale.
Inoltre, l’ampiezza della finestra di tolleranza e le funzioni adattive variano da individuo a individuo e sono strettamente correlate alle prime esperienze di relazione e attaccamento con le figure adulte di riferimento, a quanto queste siano state più o meno supportive nel processo di apprendimento della gestione emotiva.
Tra le diverse strategie che possono aiutare ad ampliare la finestra di tolleranza e a restituirci equilibrio troviamo:

  • Cercare di rafforzare il senso di sicurezza;
  • Dedicarsi ad attività rilassanti e piacevoli;
  • Prendersi del tempo per fermarsi e ritrovare la calma;
  • Divenire sempre più consapevoli delle proprie emozioni.

Per approfondire:

  • Arpaia M.C., La natura relazionale del Sé, Alpes edizioni, 2019;
  • Siegel D.J., La mente relazionale, Raffaello Cortina Editore, 2013;
  • Waterhouse M.V., Il potere dentro la mente, Magnanelli Edizioni, 1994.

Autrice: Ilaria Corona