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La procrastinazione: meglio tardi che mai!

Perché fare oggi ciò che potresti fare “comodamente” domani?!

Quante volte capita di rimandare lo svolgimento di attività o di decisioni importanti anche a rischio di conseguenze negative?
Questo comportamento, noto con il nome di procrastinazione, è definito come un ritardo irrazionale nell’esecuzione di un compito, ed è molto diffuso con impatto sulla vita di tutti i giorni.

Ma quali sono le cause della procrastinazione?

Diversi fattori psicologici contribuiscono alla procrastinazione: uno dei principali è la mancanza di autodisciplina, che può derivare da una bassa autostima o dall’assenza di abilità di gestione del tempo.
Anche la paura del fallimento o del successo può giocare un ruolo significativo, portando le persone ad evitare attività che potrebbero mettere alla prova le loro capacità.
Altri fattori includono la mancanza di motivazione intrinseca, la difficoltà nel fissare obiettivi realistici e la mancanza di una struttura temporale chiara.
Spesso, la procrastinazione può anche essere collegata a disturbi come l’ansia o la depressione, che influenzano negativamente la capacità di concentrarsi e prendere decisioni.

Quali effetti può portare un comportamento di procrastinazione?

Sul piano emotivo, può generare ansia, senso di colpa e stress, poiché le persone si trovano spesso a gestire cadenze imminenti e compiti accumulati.
A livello lavorativo e professionale, la procrastinazione può compromettere la qualità del lavoro e causare problemi nelle relazioni interpersonali, specialmente quando gli altri dipendono dal lavoro procrastinato, con conseguente riduzione della produttività.
La procrastinazione può essere considerata il risultato della combinazione di fattori psicologici, emotivi e cognitivi:

  • tra i fattori psicologici, consideriamo un’autoregolazione carente che influisce sulla capacità di gestire le proprie emozioni ed azioni finalizzate al raggiungimento di obiettivi a lungo termine, e la paura del fallimento (ovvero di non essere in grado di soddisfare le aspettative) o la paura di avere successo e le responsabilità che ne derivano;
  • tra i fattori emotivi, includiamo l’evitamento delle emozioni negative quali ansia, stress o paura associati allo svolgimento di determinate attività in cui la procrastinazione può fungere da meccanismo di difesa, e la ricerca di piacere immediato che può prevalere sul desiderio di completare compiti più noiosi o impegnativi;
  • tra i fattori cognitivi, comprendiamo un ottimismo irrealistico rispetto al tempo futuro, e il perfezionismo per cui l’aspettativa di dover svolgere un compito in modo impeccabile e la paura di non essere all’altezza delle proprie aspettative può essere paralizzante.

Quali sono, dunque, le strategie per affrontare in maniera efficace la tendenza alla procrastinazione?

Tra le strategie, potrebbe essere utile:

  1. sviluppare un’autoconsapevolezza, riconoscendo i pattern che sorreggono questo tipo di comportamento;
  2. suddividere i compiti in sotto-attività più gestibili cosa che può far diventare le sfide meno spaventose rendendo più facile iniziare e mantenere lo slancio;
  3. definire obiettivi realistici e raggiungibili, in modo da mantenere la motivazione evitando obiettivi troppo ambiziosi che potrebbero generare ansia e scoraggiamento;
  4. creare una routine, per definire una struttura temporale chiara, riducendo l’incertezza e la tentazione di procrastinare;
  5. riflettere sulle aspettative personali, per ridurre la pressione sulla perfezione, consentendo un approccio più flessibile ai compiti;
  6. ricompensare i progressi, ovvero celebrare i successi intermedi per fornire rinforzi positivi;
  7. imparare a riconoscere e ad accettare le emozioni, anche quelle negative associate ad un compito che si vorrebbe evitare di sperimentare.

In conclusione, prendere costantemente decisioni importanti può portare a un ciclo negativo di insoddisfazione, ma possiamo imparare dalle nostre incertezze e dai momenti di inazione, utilizzandoli come segnali per riflettere sulle nostre emozioni.

Per approfondire:

  • Turco M., Il domani è oggi. Psicologia di un procrastinatore, StreetLib, 2020;
  • Milanese R., L’ingannevole paura di non essere all’altezza, Ponte alle Grazie, 2020;
  • Watzlawick P, Weakland JH, Fisch R, Change: la formazione e la soluzione dei problemi, Astrolabio, 1974.

Autrice: Lorella Cartia

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