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dipendenza da lavoro

Workaholism: quando il lavoro diventa ossessione

Cosa porta una persona a dedicarsi totalmente ed incessantemente al lavoro fino a rinunciare alla propria vita privata e a sacrificare gli affetti?
Con il termine workaholism, coniato da Oates, si definisce una vera e propria dipendenza dal lavoro: la professione non viene percepita come una normale attività ma tutte le risorse del workaholic vengono ossessivamente e compulsivamente investite nel lavoro, non riuscendo quindi ad offrire sostegno emotivo alla rete familiare e amicale.
Attualmente, il workaholism è inserito tra le “new addictions” (ovvero le nuove dipendenze comportamentali come la dipendenza da internet, da shopping o da gioco d’azzardo).
Trattandosi di una dipendenza a tutti gli effetti, possiamo individuarne dei criteri specifici:

  • la salienza, ovvero la presenza dominante di pensieri e comportamenti anche al di fuori degli orari di ufficio;
  • la tolleranza, ovvero la tendenza ad aumentare progressivamente il tempo dedicato al lavoro per ottenere la stessa gratificazione;
  • l’astinenza, caratterizzata da sintomi tipici quali irritabilità, sbalzi d’umore, appiattimento emotivo nel momento in cui la persona non può lavorare;
  • pensieri ossessivi connessi al lavoro (scadenze, appuntamenti, programmazione);
  • abitudini e stile di vita poco sani, alimentazione saltuaria e scorretta con conseguente aumento di peso o disturbi alimentari, disturbi del sonno;
  • sentimenti di inadeguatezza, agitazione, nervosismo, forte ansia, perfezionismo maniacale.

In realtà, tale dipendenza è difficile da diagnosticare perché socialmente accettata, riguardando un’attività, come il lavoro, considerata necessaria per vivere e mezzo di affermazione sociale.
Il progressivo investimento esclusivo sulla sfera lavorativa parte da una fase iniziale in cui la persona comincia a lavorare di nascosto e rivolge pensieri frequenti al lavoro fino ad una fase in cui manifesta anche sintomi psicofisici, a seguito della quale le relazioni subiscono un costante deterioramento, la dipendenza si cronicizza e il lavoro prende il sopravvento su tutte le altre sfere di vita con l’effetto di isolamento e scarsa affettività.
Da un punto di vista psicologico, il workaholism presenta tre caratteristiche fondamentali che comprendono l’ossessività nel pensare al lavoro, l’impulsività accompagnata da stati di ansia, irritabilità, agitazione psicomotoria o comportamenti aggressivi e compulsività nei comportamenti agiti che non tengono conto delle conseguenze.
Tipicamente, il workaholic è una persona dotata di un forte senso del dovere e di un’eccessiva spinta al perfezionismo.
Possiede un basso livello di autostima, è insicuro e dubita di se stesso e delle proprie capacità, non si sente valorizzato per quello che è e cerca di compensare con quello che fa, considera il lavoro l’unico ambito che gli permette di sentirsi competente, accrescere l’autostima e costruire un’identità più accettata.
Spesso modelli di efficienza da seguire e idealizzare, i genitori del workaholic sono, in genere, esigenti e rigidi per cui egli ha imparato a considerare la performance come l’unico modo per poter essere accettato, riconosciuto e amato dall’altro.
Ma come affrontare e gestire questa dipendenza?
Il primo passo è sicuramente quello di essere consapevoli che è presente un problema.
Una volta raggiunta questa consapevolezza, attraverso un percorso di psicoterapia individuale è possibile comprendere le ragioni profonde che hanno portato e contribuiscono al mantenimento di questa dipendenza e conoscere e gestire i principali fattori di stress su cui agire in maniera efficace imparando a prendersi del tempo e a mettere confini tra il lavoro e le altre sfere personali.
Anche una terapia familiare o di coppia può essere utile per favorire la condivisione emotiva tra i membri del sistema e consolidare gradualmente quelle relazioni a lungo sacrificate.

Per approfondire:

  • Castiello d’Antonio A., Malati di lavoro. Cos’è e come si manifesta il Workaholism, Cooper, 2010;
  • Guerreschi C., New addictions – Le nuove dipendenze. Internet, lavoro, sesso, cellulare e shopping compulsivo, San Paolo, 2005;
  • Oates W.E., Confessions of a workaholic: The facts about work addiction, World Publishing, 1971.

Autrice: Lorella Cartia